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Red 19 agosto 2019
In programma l´esposizione e degustazioni al Teatro Michelucci per tutta la durata del Festival. Sabato, è stato dato il via a Porto Rotondo, con una serie di eventi per il centenario del Consorzio
Mirtò lancia Mytilus sulle cozze di Olbia


OLBIA - Un arcipelago di isole che celebra le eccellenze artigiane, enogastronomiche, culturali, tradizioni e storia di Olbia, partendo dal borgo del turismo di eccellenza, Porto Rotondo, per arrivare fino al rinnovato Teatro Michelucci. “Mirtò”, il Festival internazionale del mirto, ha aperto ufficialmente sabato sera la quinta edizione. Lo ha fatto con un programma ambizioso, vario, tutto votato alla valorizzazione delle ricchezze che vantano la Gallura e l’intera Sardegna, dalla costa fino ai paesi dell’interno. Un’inaugurazione che quest’anno ha indossato la duplice veste, per partire in contemporanea a Porto Rotondo ed Olbia.

Il Teatro Michelucci, riaperto al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione, si è trasformato nell’Isola dei Tesori Mirtò. Un grande hub, che sa unire insieme i gusti e sapori della tradizione, con le grandi ricchezze archeologiche dell’isola. Da qui. il connubio con l’Isola degli artigiani, l’Isola dell’archeologia e la mostra Mytilus. Proprio quest’ultima, rappresenta uno spazio importante per uno dei settori storicamente trainanti dell’economia del territorio. Il Michelucci ospiterà fino a martedì 20 agosto “Mytilus–100 anni di storia, tradizioni e strumenti della maricoltura di Olbia”, in collaborazione con il Consorzio Molluschicoltori di Olbia. «Veniamo dalla bellissima esperienza insieme a Mirtò in Casa Sardegna ad Alghero, durante la tappa del rally mondiale – spiega il presidente del Consorzio Raffaele Bigi - Qui ad Olbia completiamo un nostro percorso. La novità consisterà nella creazione di due format: uno, il più classico, con la preparazione e degustazione guidata dei nostri prodotti; il secondo, per la prima volta, attraverso una esposizione etnografica che ripercorre i quasi cento anni di storia delle cozze ad Olbia, visto che la prima concessione fu rilasciata il 15 dicembre del 1920».

Dunque, da sabato sera, i visitatori di Mirtò potranno godere di varie degustazioni guidate di primi piatti, secondi, crudi, tutti all’insegna dei prodotti del Consorzio dei molluschicoltori di Olbia: cozze, ostriche, tartufi, cannolicchi, bocconi ed arselle. Degustazioni con piatti elaborati per comprendere le peculiarità delle produzioni locali, con un'esposizione che ripercorre la storia delle cozze di Olbia attraverso gigantografie di foto degli Anni Cinquanta, con una vera imbarcazione, attrezzature da lavoro e due mini impianti, su palo per il passato e galleggianti come quelli più moderni. «Per noi, Mirtò e il Teatro Michelucci rappresentano un veicolo di promozione e comunicazione molto importante – sottolinea Bigi - La nostra è una produzione di nicchia, lavoriamo con i numeri del prodotto che ci da la natura, il valore aggiunto è nella qualità. Una vetrina come Mirtò ci consente di valorizzare economicamente la nostra produzione, che consideriamo di eccellenza, insieme a una esposizione che coinvolge artigianato e siti archeologici. Questo è il vero marketing territoriale».

Dal Michelucci a Via Belli e Piazza Cascella a Porto Rotondo. La vocazione itinerante di Mirtò anche quest’anno ha scelto Porto Rotondo, il borgo turistico di eccellenza del Comune di Olbia, per l’inaugurazione del Festival internazionale del mirto. Un riconoscimento da parte dell’organizzazione di Mirtò, che ha voluto così celebrare anche i cinquant’anni di vita del Consorzio di Porto Rotondo, festeggiati il primo agosto. Il Consorzio di Porto Rotondo rappresenta una stella nel firmamento turistico nazionale, con i suoi sessanta dipendenti a tempo indeterminato e circa cinquanta stagionali. Lavoratori che contribuiscono, con gli stessi vertici del Consorzio, a fare del borgo turistico un punto di riferimento per le molteplici iniziative e che hanno condotto Porto Rotondo a diventare una prestigiosa località di vacanza (ma anche di residenza) conosciuta in tutto il mondo, garantendo ai consorziati (ed ai visitatori) la piena godibilità di un paesaggio unico e di un patrimonio d’arte non comune in una località turistica.
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