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Red 2 settembre 2019
“Dialoghi con Uomini di pietra” per la capitale europea della cultura 2019: presentata in anteprima ad Allai la mostra delle stele e delle statue-menhir, che sarà ospitata dalla fine di quest’anno e per tutto il 2020 nel Santuario rupestre della Madonna delle Vergini
Archeologia: filo diretto Matera-Sardegna


ALLAI - “Dialoghi con Uomini di pietra” tra la Sardegna ed il Mediterraneo per Matera. capitale europea della cultura 2019: potrebbe cadere in una notte di plenilunio tra la fine dell’estate e l’autunno la data emblematica dell’inaugurazione della mostra delle enigmatiche stele e delle statue-menhir (da un’idea di Giuseppe Barile), che sarà poi ospitata per tutto il 2020 nel Santuario rupestre della Madonna delle Vergini, nella “città dei sassi”. Un progetto espositivo, che mette a confronto le sculture litiche (preziose testimonianze dell’arte preistorica in Europa e negli altri continenti, accanto ad incisioni e pitture rupestri) per indagarne i molteplici aspetti iconografici e simbolici, tra sacro e profano, inserendole in uno scenario peculiare ed affascinante come la gravina, dove ha preso forma nei secoli il tessuto urbano dei Sassi e della Civita di Matera.

La mostra è stata presentata in anteprima in Sardegna sabato, nella sala conferenze della Biblioteca comunale di Allai, in una conferenza stampa, preludio all’assemblea dei sindaci dei Comuni aderenti alla Rete sarda dei musei e dei luoghi delle statue menhir (Antonio Pili primo cittadino di Allai, Comune capofila, Anna Paola Zaccheddu di Laconi, Rita Aida Porru di Nurallao, Ester Tatti di Ruinas, Antonello Demelas di Samugheo, Giovanni Arru di Sorgono, Fabiano Frongia di Villa Sant’Antonio, Luciano Barone di Mamoiada, Marco Demuru di Meana Sardo, Giovanni Daga di Oniferi, Stefania Piras di Nuragus e Massimo Cannas di Tortolì. Un incontro dalla duplice valenza (formale e sostanziale) per l’approvazione delle più recenti adesioni, che ha visto la partecipazione dell’assessore alla Cultura di Matera Nicola Trombetta (in rappresentanza del sindaco Raffaello De Ruggieri, costretto a rinunciare all’ultimo minuto per motivi di salute), che ha ribadito il ruolo di Matera come capitale europea della cultura per la valorizzazione dell’immenso patrimonio materiale ed immateriale dell’Italia ed in particolare del Meridione, per la crescita e lo sviluppo economico e sociale dei territori attraverso reti e sinergie. L’assessore ha anche riportato i dati quantitativi e qualitativi dei primi positivi riscontri delle ricadute sulla Basilicata e sulle regioni limitrofe, sottolineando come la candidatura di Matera sia stata il frutto di un progetto pluriennale e come la designazione rappresenti un’opportunità per far conoscere, oltre che tutelare e valorizzare i siti ed i reperti archeologici e l’eredità di millenni dii arte e di storia.

L’apertura dei lavori ha visto l’intervento dell'assessore regionale agli Enti locali Quirico Sanna, che ha portato i saluti del presidente Christian Solinas e che ha sottolineato il ruolo fondamentale dei sindaci nella società sarda contemporanea, per la conoscenza ed il rapporto diretto con le istanze dei territori, come il fatto che sia indispensabile ripartire dalle piccole comunità oltre che dai grandi centri per costruire il futuro dell’Isola. Negli interventi dei primi cittadini, a partire da Pili, è emersa, oltre all’importanza della Rete sarda (ma anche italiana ed europea) per lo studio e la valorizzazione delle statue-menhir, la volontà di promuovere specialmente tra le giovani generazioni la conoscenza della storia e della cultura dell’Isola anche attraverso i preziosi manufatti che documentano fin da epoche remote il ruolo centrale della Sardegna nel Mediterraneo. A suggellare la serata, Piazza Falò ha ospitato la tradizionale“arrostita”, rito conviviale che ha celebrato la cultura agropastorale in cui si condividono cibo ed idee, con la partecipazione degli abitanti del paese del Barigadu e dei primi cittadini dell’Isola, oltre che dei turisti, all’insegna dell’ospitalità proprio accanto a Piazza Santo Isidoro dove ha sede il Museo di Allai e dove, come ricorda il sindaco Antonio Pili: «tutto ha avuto inizio: sotto l’egida di Santo Isidoro è nata la Rete sarda dei musei e dei luoghi delle statue menhir».

Nella foto (di Nicola Castangia). un particolare della Stele di Boeli a Mamoiada
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