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Red 30 settembre 2019
Si è concluso il progetto Erasmus plus “Aprirsi al mondo” del Centro provinciale per l´istruzione degli adulti 5 Sassari. Oltre alla sede di Sassari, il Cpia ha altri sei punti di erogazione (Alghero, Castelsardo, Olbia, Ozieri, Santa Teresa di Gallura e Valledoria) e tre sedi carcerarie (Alghero, Nuchis e Sassari)
Aprirsi al mondo con Erasmus


ALGHERO - Andare a formarsi in Europa, per poi tornare in Sardegna e costruire una scuola al passo con gli altri Paesi europei, in grado di garantire livelli crescenti di inclusione sociale. È questa la missione che ha visto, e vede tuttora impegnato, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti 5 Sassari, nell’ambito del progetto europeo Erasmus plus azione K1 “Aprirsi al mondo”. Al progetto hanno partecipato quattro insegnanti e la stessa dirigente scolastica del centro che, dal 2017, si occupa dell’istruzione degli adulti italiani e migranti sull’intero territorio provinciale. Oltre alla sede di Sassari, il Cpia ha infatti altri sei punti di erogazione (Alghero, Castelsardo, Olbia, Ozieri, Santa Teresa di Gallura e Valledoria) e tre sedi carcerarie (Alghero, Nuchis e Sassari). Il centro impiega venticinque docenti e ha una popolazione scolastica di circa 500 discenti adulti (dai sedici anni d'età in su), composta per il 90percento da migranti, profughi, rifugiati, richiedenti asilo e, per il restante 10percento, da italiani in cerca di collocazione lavorativa.

I docenti che hanno preso parte al programma Erasmus Plus hanno frequentato due corsi di formazione a Faro (Portogallo) ed a Praga (Repubblica Ceca), ed uno di loro ha partecipato, con la dirigente scolastica del Cpia Rita Cambula, anche ad un’attività di “job shadowing” nelle scuole per adulti di Barcellona. I corsi sono stati incentrati, in particolare, sull’apprendimento ed il miglioramento delle metodologie e delle strategie didattiche per l’inclusione dei migranti, soprattutto per quanto riguarda l’insegnamento della lingua italiana ed il conseguimento del livello B1, indispensabile per la domanda di cittadinanza. Adesso per gli insegnanti coinvolti nel progetto inizia una seconda fase, che consiste nella disseminazione e nella condivisione dei risultati e delle competenze apprese con i colleghi rimasti a Sassari. Uno dei punti su cui bisognerà lavorare con maggiore impegno consisterà nel «trovare un equilibrio tra lavoro di gruppo e interventi differenziati – spiega la docente Adriana Azara, che ha preso parte al progetto - Nelle nostre classi, ci sono sia allievi stranieri, che hanno magari lo stesso livello di conoscenza dell’italiano, ma alcuni di loro non sono mai andati a scuola, mentre altri sono diplomati o laureati.

«La partecipazione al progetto Erasmus plus è stata un’esperienza fondamentale per il nostro Cpia – spiega Cambula - Ci ha fornito diversi spunti, sia per il regolamento d’istituto, sia per l’arricchimento dell’offerta formativa. Gli altri Paesi europei offrono corsi di informatica e di lingue, che noi ancora non abbiamo, ma che ci ripromettiamo di attivare al più presto. Bisogna anche considerare che il resto d’Europa ha un’esperienza molto più lunga nell’ambito dell’istruzione degli adulti, mentre in Italia, i Cpia sono stati istituiti solo sette anni fa, con il dpr263 del 2012, e noi a Sassari abbiamo iniziato con un ulteriore ritardo appena due anni fa. Dobbiamo lavorare per metterci alla pari con le politiche europee di istruzione per gli adulti. L’Erasmus plus è un’ottima opportunità e io auspico che il nostro Cpia vi partecipi anche nei prossimi anni». Nella stesura del progetto che ha permesso di partecipare all’Azione K1 “Aprirsi al mondo”, il Cpia 5 Sassari ha potuto contare sull’esperienza della progettista europea ed ambasciatrice Epale Caterina Runfola. «Quella di Sassari – spiega la progettista – è una realtà molto giovane e parcellizzata, e il progetto a cui ha preso parte è piccolo ma può portare ottimi frutti. Il compito della dirigente e dei docenti, adesso, consiste nell’andare oltre l’ambito strettamente scolastico, nel presentare progetti e collaborazioni ai comuni, agli enti locali, per mettere in moto dei cambiamenti importanti nelle politiche sociali di inclusione degli adulti».
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