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Red 14 ottobre 2019
Il mese di settembre va in archivio, confermando tutte le difficoltà legate ad una stagione turistica che, sotto il profilo dell’occupazione letti alberghiera, passa agli annali come la peggiore dell’ultimo triennio. Ad Alghero, brutta battuta di arresto dell’indice di occupazione letti, che si ferma al 69,20percento, contro il 75,43percento del 2018 ed il 75,78oercento del 2017
Turismo nord Sardegna: difficoltà a settembre


ALGHERO - Il mese di settembre va in archivio, confermando tutte le difficoltà legate ad una stagione turistica che, sotto il profilo dell’occupazione letti alberghiera, passa agli annali come la peggiore dell’ultimo triennio. Il Centro studi Confcommercio, dalla sede sassarese di Via Pascoli, rende noti i risultati derivanti dalla raccolta dati riguardante trenta strutture ricettive su novantacinque iscritte alla Federalberghi-Confcommercio della provincia di Sassari, e su 110 totali operanti sull’area. L’indice di occupazione letti, dato dal rapporto tra il totale delle presenze del campione ed il totale dei posti letto disponibili del campione, ha fatto registrare un sensibile arretramento rispetto a quello del biennio precedente: infatti, per l’intera provincia, l’indice si è fermato a 63,66percento, contro il 67,02percento del 2018 ed il 69,04percento del 2017. L’indice deriva dall’analisi dei 3.924 posti letto campionati giornalmente, cioè 117.720 su base mensile.

Gli arrivi nazionali sono stati 10.355, mentre gli internazionali hanno toccato quota 15.731. Le presenze di connazionali che ne derivano hanno raggiunto le 22.482 unità, contro le 52.461 provenienti da quadranti d’oltralpe. Si conferma il trend, in crescita, di internazionalizzazione della destinazione nord ovest, con il 70percento delle presenze non italiane. Tra i mercati di riferimento, si confermano quello tedesco, francese, spagnolo e britannico. La maggioranza relativa delle quote di mercato, tuttavia, è ancora in mano a quello italiano. Ad Alghero, brutta battuta di arresto dell’indice di occupazione letti, che si ferma al 69,20percento, contro il 75,43percento del 2018 ed il 75,78oercento del 2017. L’area del Golfo dell’Asinara (Stintino, Castelsardo, Valledoria, Sorso e Sassari) migliora il proprio indice di occupazione, passando al 54,25percento dal 51,93percento del 2018 e 54,97percento del 2017. A settembre, quindi, tiene il Golfo dell’Asinara e perde terreno Alghero, che negli altri mesi estivi aveva invece consolidato le occupazioni degli anni precedenti.

«In attesa dei dati complessivi maggio-settembre, che stiamo elaborando – fa presente il presidente Federalberghi-Confcommercio della provincia di Sassari Stefano Visconti- emerge un mese di settembre più difficile per il comprensorio algherese che per il resto dell’area provinciale. I 6punti di riempimento letti persi, si devono principalmente al minor impatto dei Tour operator che mediano le vendite delle nostre camere. Un ospite su cinque, invece, ripete la sua esperienza di vacanza ad Alghero, e questo resta un grande capitale per le nostre imprese». In altri termini, mentre la clientela affezionata ripete l’esperienza di una vacanza ad Alghero, per lo meno a settembre si è registrato un rallentamento dell’azione dei mediatori delle vacanze. «Bene invece il Golfo dell’Asinara, che in parte riporta a casa le minori occupazioni fatte registrare ad agosto». Nella stagione che volge al termine, non si è riusciti a invertire il trend negativo evidente fin dall’apertura. «La nota positiva è che, rispetto alle previsioni di inizio stagione, le perdite di occupazione sono state molto più contenute. Resta il fatto – conclude Visconti – che il nostro prodotto risente ancora di una accessibilità al territorio ridotta se comparata a quella di altre destinazioni turistiche concorrenti, le quali si avvantaggiano anche di sistemi fiscali più clementi che portano, sul mercato, a tariffe camere d’albergo sensibilmente più basse delle nostre».
Commenti
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