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M.P. 19 dicembre 2018
Un passo avanti, determinante per l’emanazione dei bandi che dovranno sostenere la reindustrializzazione nelle Aree di crisi complessa di Porto Torres e Portovesme, è stato fatto oggi a Roma
Via ai progetti di riqualificazione industriale


PORTO TORRES – Un passo avanti, determinante per l’emanazione dei bandi che dovranno sostenere la reindustrializzazione nelle Aree di crisi complessa di Porto Torres e Portovesme, è stato fatto oggi a Roma. Questa mattina, in un incontro al Mise, nel quale la Regione era rappresentata dal direttore generale dell’Assessorato dell’Industria, Roberto Saba, in qualità di Referente per la definizione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale, i Gruppi di coordinamento e di controllo per la definizione dei Progetti hanno approvato i programmi dedicati alle due Aree.

Le risorse finanziarie a disposizione ammontano a 30 milioni di euro (risorse del Mise), più 3 milioni di euro di fondi regionali, e sono destinate a coprire investimenti tra 1,5 e 20 milioni di euro. Proprio ieri, la Giunta regionale – su proposta degli assessori della Programmazione e dell’Industria, Raffaele Paci e Maria Grazia Piras – ha approvato una delibera che destina il cofinanziamento del programma di investimenti. I 3 milioni di euro saranno ripartiti proporzionalmente alla suddivisione delle risorse statali e potranno essere soggetti a revisione, qualora il ministero decida di aumentare il fondo destinato alle due aree di crisi.

«Dopo mesi di lavoro intenso, mettiamo un paletto importante nel percorso per restituire un futuro alle due più importanti aree industriali della Sardegna pesantemente colpite dalla crisi degli anni scorsi», afferma l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras. “«È il risultato di un’attività che ha visto la Regione, il Mise e Invitalia, unite per raggiungere un obiettivo che consentirà alle aree di Porto Torres e Portovesme di ottenere aiuti concreti allo sviluppo economico e sociale. C’è da sottolineare che tali dinamiche di sviluppo saranno guidate dalle imprese, proprio in virtù delle agevolazioni previste per gli investimenti. La risposta alle Call delle due aree di crisi complessa è stata molto positiva – ricorda l’assessora Piras – ed è rilevante che abbiano riguardato un vasto ambito di settori produttivi, soprattutto in quello della ricerca e dell’innovazione, e in particolare del settore manifatturiero per Porto Torres».

«Lo stanziamento di 3 milioni di euro di cofinanziamento deliberato ieri dalla Giunta – conclude l’assessora – è il segnale ulteriore dell’attenzione e dell’impegno con i quali abbiamo portato avanti le iniziative per riqualificare le due aree, sostenere le imprese e creare le condizioni per far crescere l’occupazione. Molto dipenderà dalla risposta che daranno le imprese una volta pubblicati i bandi. Sarà un momento fondamentale per verificare la bontà e l’efficacia delle proposte in campo». I risultati delle Call di invito a manifestare interesse a investire nelle aree di crisi del Polo industriale di Porto Torres e di Portovesme (promosse dal Ministero dello sviluppo economico, dalla Regione e da Invitalia, e chiuse il 19 luglio scorso) sono stati ottimi.

Le schede progettuali presentate per il Polo di Porto Torres (area che comprende i Comuni di Porto Torres e Sassari, con oltre 11mila imprese e 36mila addetti) sono 59, per un totale di investimenti pari a 658 milioni e 886mila euro e una previsione di incremento occupazionale di 880 addetti. La maggiore concentrazione degli investimenti riguarda il settore manifatturiero (82%). Seguono le attività di gestione dei rifiuti (6%) e i progetti con finalità di ricerca e sviluppo sperimentale (5%). Circa la metà delle proposte riguarda progetti tra 1,5 e 20 milioni di euro (49% del totale), a cui si associano il 20% degli investimenti e il 34% delle previsioni di nuova occupazione.

I progetti di riconversione potenzialmente coerenti con la normativa della legge 181/89 sono 15. Per quanto riguarda invece il Polo industriale di Portovesme (area che comprende ben 23 Comuni) le schede progettuali presentate sono 21, con un valore di investimenti pari a 381 milioni e 627mila euro e un’occupazione prevista di 1.112 addetti. I progetti ( sono stati inoltrati da 16 Piccole e Medie Imprese (346 milioni e 627mila euro di investimenti) e da 5 Grandi Industrie (35 milioni di investimenti). Il territorio, quindi, esprime un bisogno di investimento soprattutto da parte di imprese di medie e piccole dimensioni. Prevalentemente, gli investimenti hanno come finalità nuove unità produttive di beni e servizi e le attività di servizi di alloggio e di ristorazione. I progetti che si concentrano nella soglia compresa tra 1,5 e 20 milioni sono invece 17, cioè l’80% del totale.
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