Le dichiarazioni del neo candidato alle primarie «è una prima tappa nel cammino verso un partito democratico fatto di una maggioranza allargata e più condivisione»
ALGHERO - Prove generali per il futuro Partito Democratico algherese: Vittorio Curedda sottolinea la ritrovata coesione dell’Ulivo in città, in vista della nascitura realtà politica. «La candidatura è scaturita da un confronto politico nuovo – spiega Vittorio Curedda – figlio di un approccio diverso nei confronti della società». Primo punto di discontinuità rispetto al passato, secondo Curedda, è il metodo con cui i partiti stanno affrontando questa tornata elettorale: le primarie, con relativo dibattito politico annesso, puntano a non ripetere il percorso infruttuoso della tornata del 2002, quando una sinistra frammentata non trovò l’accordo sul nome di Gerolamo Colavitti e si ritrovò relegata tra i banchi dell’opposizione.«Si è cercato di non ripetere il cammino che ha portato alla frantumazione del centrosinistra delle scorse amministrative. La precedente esperienza – continua Curedda – nasceva da accordi di tipo verticistico da parte dei gruppi dirigenti di partiti. Oggi stiamo ripartendo da un percorso politico che nasce con presupposti differenti, più attento alla condivisione e alla partecipazione allargata». La candidatura di Curedda è a tutti gli effetti una sintesi tra diverse anime del centrosinistra, secondo un progetto comune condiviso a livello nazionale: «I partiti si sono posti come obiettivo la costituzione dell’Ulivo – afferma Curedda – sempre all’interno di una prospettiva più ampia che prevede la costituzione del Partito Democratico: queste esperienze stanno avvenendo in tutta Italia – aggiunge – e sono il fondamento di un processo di aggregazione diverso al passato, che punta a mettere insieme le culture migliori centrosinistra entro un alveo che consenta di aprire nuove prospettive tra gruppi dirigenti e società civile». Per Curedda non siamo davanti a una candidatura personale, ma al frutto di un’attenta riflessione politica: il programma dovrà essere di conseguenza una sintesi tra le diverse anime dell’intero centrosinistra. «È necessario un sistema diverso nell’amministrazione della città. Entro i paletti fissati dalle politiche nazionali – prosegue Curedda – presteremo particolare attenzione alle necessità primarie dei cittadini e a tutti i tipi di disuguaglianze. Innanzitutto il sistema dei servizi, insufficiente rispetto alle necessità: il nostro progetto politico guarda il nuovo e la società che cambia, una città che soffre e che ha bisogno di una speranza nuova, diversa e avvolgente». La scelta di Curedda, seppure all’interno della macchina più complessa delle Primarie, ha già messo d’accordo le diverse anime del centrosinistra cittadino: «Immagino che la mia storia personale di venticinque anni di esperienza nella Cisl e nel sindacato – conclude Curedda – insieme alla formazione ed esperienza di cattolico democratico possano avere influito e avvicinato anche quelle forze che nel centrosinistra non si identificano nell’Ulivo».
Nella foto Vittorio Curedda (Ulivo)
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