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Mariangela Pala 10 aprile 2016
Festha Manna: «tra gli eventi identitari della Sardegna»
L’amministrazione comunale ha chiesto alla Presidenza della Regione e agli assessorati al turismo e alla Cultura di valutare l'inserimento della Festha tra le manifestazioni che ogni anno godono di specifici finanziamenti regionali


PORTO TORRES - La Festha Manna dei Santi Martiri Turritani a Porto Torres, una combinazione di eventi tra riti, tradizione, cultura e spettacolo, arte e enogastronomia. Tradizioni antiche che si rinnovano e restano ancora vive a Porto Torres e nel resto della Sardegna. Un culto capace di unire tante comunità non solo dell'Isola, ma anche della Toscana, della Campania e della Corsica. La Festha Manna per celebrare i Santi Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario non è ancora tra gli eventi che la Regione Sardegna riconosce come identitari e di forte richiamo turistico.

Per questo motivo l’amministrazione comunale ha chiesto alla Presidenza della Regione e agli assessorati al turismo e alla Cultura di valutare l'inserimento della Festha tra le manifestazioni che ogni anno godono di specifici finanziamenti regionali. La Festha Manna è un appuntamento dove l'unione tra le comunità del territorio si manifesta attraverso il sentimento religioso e dove il richiamo turistico è molto forte grazie agli eventi che si susseguono nei tre giorni a cavallo della Pentecoste, a partire dal pellegrinaggio notturno del sabato fino al corteo di Pentecoste e al rito dello scambio delle chiavi, il giorno successivo, con la municipalità di Sassari.

«Stiamo chiedendo alla Regione – sottolinea il sindaco Sean Wheeler – di fare un'analisi storica e culturale affinché sia valutata attentamente l'importanza di una manifestazione che è tra le più antiche della Sardegna». Le origini della Festha Manna affondano le radici in un passato molto lontano. «In diverse fonti – aggiunge l'assessore alla Cultura e al Turismo, Antonella Palmas – vengono citati sia il culto che i pellegrinaggi nei giorni dedicati ai festeggiamenti per il ritrovamento delle reliquie dei Santi, evento quest'ultimo che risale al 1614. Da almeno 402 anni, quindi, sappiamo con certezza che si tiene quella che oggi conosciamo con il nome di Festha Manna, ma altre fonti individuano il culto di San Gavino come molto sentito e diffuso nel regno di Torres, di cui la nostra città era capitale, già nel periodo medievale».

Nei tre giorni dedicati alla Festha Manna sono numerosi anche i visitatori che arrivano in città per partecipare ai riti della fede e agli eventi collaterali. L'amministrazione comunale ogni anno organizza un calendario di appuntamenti attingendo dal bilancio comunale. «Il Comune di Porto Torres promuove assieme alle associazioni eventi culturali, di sport e spettacolo durante le giornate della Festha per intrattenere e attirare un numero sempre maggiore di visitatori. Da quest'anno, inoltre, vogliamo coinvolgere maggiormente i Comuni dell'Area Vasta e dei paesi della Sardegna uniti dal culto per San Gavino, che - aggiunge l’assessore - avranno la possibilità di mostrare le eccellenze gastronomiche, artigianali e culturali in spazi a loro dedicati nella grande area espositiva che si crea ogni anno nelle vie della città. L'intento è quello di coinvolgere nelle prossime edizioni anche i paesi delle regioni italiane che venerano San Gavino e i paesi della Corsica».
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