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Marcello Simula
28 febbraio 2007
Consiglio comunale, ancora rinviata la delibera che scotta
Non sarà questo consiglio comunale a decidere sulla variazione di destinazione d’uso dell’area compresa tra via De Giorgio e via Pais. L’esame del punto all’ordine del giorno, è stato sospeso, in attesa di ulteriori verifiche. La variante richiesta dall’impresa "2C Costruzioni" comporterebbe un sensibile aumento della volumetria dell’edificio nell’area. Intorno alla vicenda una serie di questioni delicate e complesse: difformità cartografiche, modifiche a penna del piano regolatore ed errori umani, senza dimenticare il ruolo istituzionale del consigliere comunale Isio Camboni, che della "2C Costruzioni" è amministratore unico

ALGHERO – Una vera e propria patata bollente. Non è una questione facile quella che ieri sera ha visto il consiglio comunale rinviare, per l’ennesima volta, un punto all’ordine del giorno che rimbalza da svariati mesi tra i banchi di via Columbano. Il problema è relativamente semplice da spiegare, ma difficile da dirimere: da tempo al Consiglio è chiesto di decidere sulla richiesta, da parte dell’impresa edile che ha costruito nella zona in questione, di variare la destinazione d’uso dell’isolato tra via De Giorgio e via Pais da area B3 ad area B2. Passare da una destinazione d’uso B3 a B2 significa, secondo quanto già dichiarato dal consigliere Armani a Palazzo Civico nelle precedenti discussioni dell’argomento, provocare un massiccio aumento delle volumetrie e, di conseguenza, aumentare notevolmente gli introiti per i costruttori, in una zona dove il costo delle abitazioni arriva a superare i 4mila euro a metro quadro. Il nodo gordiano è però ben intrecciato intorno a diverse questioni. Innanzitutto la difformità delle carte: alcune carte del piano particolareggiato indicano per l’area tra via De Giorgio e via Pais la destinazione B2, altre quella B3. Come questo sia possibile ancora non è certo. «Trattasi presumibilmente di un errore nella trasposizione da piano regolatore generale al piano particolareggiato commesso dagli estensori prof. Mistretta e dal prof. Meloni», ha provato a spiegare l’Assessore Altea, presente alla seduta del consiglio. Le differenze oggetto della discordia riguardano la cartografia del 1980 e quella del 1984. Ma non basta. Nelle piano regolatore generale, proprio nelle carte che riguardano la zona in questione, ci sono diverse correzioni a penna, che non semplificano certo il lavoro di verifica. I contatti avviati da diverso tempo con gli estensori del piano regolatore generale, Mistretta e Meloni, hanno prospettato la soluzione indicata nella delibera che martedì, per l’ennesima volta, doveva essere prima discussa, poi respinta, o approvata: secondo la delibera all’ordine del giorno si sarebbe trattato di un errore tecnico, di una svista. L’area B3 in realtà è un’area B2, «presumibilmente». Il consiglio, però, martedì sera non ha votato l’approvazione della delibera. «Presumibilmente» non significa certezza, hanno argomentato i consiglieri di maggioranza. E per una questione così delicata ci vuole certezza, «una certezza che oggi ancora non c’è», ha spiegato Gianfranco Becciu.
La questione è tanto più delicata, in realtà, dal momento che l’impresa edile che ha costruito nell’area in questione, e che ha fatto richiesta al consiglio comunale di rettificarne la destinazione d’uso, è l’impresa “2C Costruzioni S.R.L.”, il cui amministratore unico è Isio Camboni, consigliere comunale di minoranza, assente dall’aula, che alle prossime amministrative potrebbe sostenere, con il Partito Repubblicano, l’attuale sindaco Tedde. Inoltre, sempre riguardo alla costruzione che insiste sul terreno oggetto di discussione, sono già state contestate alcune irregolarità, tra le quali l’«aumento del volume complessivo dell’edificio» rispetto a quanto stabilito dalle autorizzazioni. Alla fine, con la votazione e conseguente approvazione della risoluzione presentata dalla maggioranza, il consiglio comunale approva la sospensione dell’esame della deliberazione per ulteriori verifiche. La questione dell’isolato di via de Giorgio e via Pais sarà dunque di competenza del prossimo Consiglio, che potrà però fare affidamento sulla verifica della cartografia originale conservata negli uffici regionali di Cagliari. In ogni caso, quando l’argomento tornerà tra i banchi di via Columbano, l’azione dei consiglieri, secondo le parole di Gianfranco Becciu, dovrà essere di sola rettifica verso conferme tecniche esterne al Consiglio: «Noi vogliamo solo certezze: prenderemo atto delle decisioni da prendere – ha chiarito Becciu – ma solo dopo una verifica attenta e la conferma di una eventuale certezza dell’errore. Il consiglio comunale, sulla questione, deve avere un ruolo passivo».
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