Duro attacco di Ombretta Armani dopo la risoluzione approvata martedì in consiglio comunale: «Una seduta di consiglio comunale per “decidere di rinviare una decisione”»
ALGHERO – «Quanto può costare la politica?» A chiederselo è Ombretta Armani, consigliere comunale di Arcobaleno di Stella Nascente, che dopo la
seduta consiliare di martedì critica lo spreco di risorse pubbliche. «Un consiglio comunale che costerà la bellezza di circa 3000 euro, per discutere di niente!», attacca la Armani, che a seguito della risoluzione approvata martedì in aula consiliare denuncia come l’immobilità forzata del consiglio comunale abbia comunque comportato per le casse comunali l’uscita di ventisei gettoni di presenza da 110 euro l’uno. «L’affaire ormai conosciuto come B2-B3 continua a rappresentare la più grande presa in giro per quei consiglieri comunali che credono ancora nelle istituzioni e nella loro funzione – dichiara Ombretta Armani – un argomento “scottante” che in definitiva si traduce nella richiesta di un aumento di volumetrie a seguito di un presumibile errore nelle vecchie carte del piano regolatore generale». Il consigliere di Arcobaleno di Stella nascente recupera tutto l’iter burocratico che ha accompagnato l’odissea della delibera in questione che si protrae da svariati mesi. Si tratta, secondo la Armani, di una «richiesta tramutata in delibera che viene inserita ripetutamente all’ordine del giorno del consiglio comunale da circa un anno. Un anno – spiega – durante il quale appare lampante una indecisione o meglio una non unanime volontà da parte di questa maggioranza che, a più riprese, ha spostato questo punto all’ordine del giorno nelle varie convocazioni del consiglio, evitando sempre e comunque di discuterlo». La delibera, come dichiarato dalla candidata alle primarie, «è stata trasformata in una mozione che prevedeva di rimbalzare agli uffici la correzione dell’errore, se di errore si trattava. L’ordine del giorno è stato approvato – aggiunge – ma forse gli uffici non si sono voluti prendere questa responsabilità. Allora questa maggioranza presenta nuovamente la delibera, ad onor del vero modificata – prosegue – perché prima si chiedeva di correggere un ben delimitato errore cartografico, mentre ora si chiede di correggerne uno presumibilmente più ampio». Questa situazione, secondo il consigliere di minoranza, comporta il rischio che si crei un precedente pericoloso: «Di questo passo si stravolgeranno tutte le verità ormai acquisite sulle zone urbanistiche, ritornando così a una “fantomatica” notte dei pennarelli che forse qualche strascico ha lasciato». La Armani non nasconde infine i dubbi circa la motivazione del ripetuto rinvio della delibera a ulteriori accertamenti, invece di procedere direttamene a un suo ritiro dall’ordine del giorno: «Non si capisce (o si fa finta di non capire) come mai questa maggioranza non voglia assumersi le responsabilità, ed eviti con evidenti sotterfugi di portare in votazione una delibera che forse si farebbe più bella figura a ritirare – conclude – visto e considerato che su quelle zone già si è espresso questo stesso consiglio comunale nell’ottobre del 2003 e nel marzo del 2004, identificando come B3h le zone in questione».
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