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Porto Torres 24notiziealgheroCronacaAmbiente › Chiude la Ferrata del Cabirol. Stupore e petizione sul web
Red 16 novembre 2016
Chiude la Ferrata del Cabirol
Stupore e petizione sul web
L´ordinanza dell´Ufficio Tecnico del Comune di Alghero sarebbe già pronta ma ancora non è arrivata nelle mani del Primo cittadino. Le indagini sono state sollecitate da due associazioni ambientaliste. Sul web una petizione per scongiurarne la chiusura


ALGHERO - Chiude la ferrata del Cabirol, la mitica via ferrata a picco sul mare nel promontorio di Capo Caccia. La polemica è già esplosa sul web dove da qualche ora è possibile sottoscrivere una dettagliata petizione per scongiurarne la serrata. L'ordinanza degli uffici competenti sarebbe già pronta, ma ancora non è arrivata nelle mani del sindaco. Secondo alcune indiscrezioni nei giorni scorsi ci sarebbe anche stato un sopralluogo del quale però non è trapelato alcun documento.

All'origine i tutto ci sarebbero le numerose segnalazioni inoltrate dalle associazioni ambientaliste alle autorità competenti. Qualche tempo fa erano stato il Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus e Mountain Wilderness Italia a rivolgersi al Prefetto [LEGGI], e poi all'Ue [LEGGI], segnalando il presunto pericolo della Via Ferrata del Cabirol e di alcuni itinerari di arrampicata sportiva presenti all’interno del Parco Regionale di Porto Conte. «Siamo preoccupati non solo per la salvaguardia delle specie ma anche per l’incolumità delle persone - sottolinea Mountain Wilderness -. Ci siamo chiesti come fosse possibile progettare questi percorsi in un’area indicata come a rischio molto elevato di frana e ci allerta il fatto che ancoraggi come quelli utilizzati sul posto siano stati causa di incidenti, non solo in Sardegna» il testo dell'ultima denuncia.

«Il provvedimento arriva senza che venga nemmeno atteso il completamento di un iter di verifica della sicurezza che la Procura della Repubblica aveva richiesto ai tecnici dei Vigili del Fuoco. In sostanza, il solerte dirigente, ha deciso che non ha bisogno di attendere nessuna perizia e che intende procedere di suo. Tutto questo, ovviamente, senza mai aver visto personalmente il percorso di Capo Caccia, ne tanto meno aver scritto una sua perizia motivata» si legge nel testo della petizione, dove si ricorda che in sedici anni di attività non si sono mai registrati incidenti.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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