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Cor 30 gennaio 2020
Il caro-traghetti approda in Parlamento
Il caso del cosiddetto “caro traghetti” rischia di provocare un grave danno all’economia della Sardegna. La questione è nota: dal 1 gennaio del 2020 sono entrate in vigore le nuove norme della Convenzione internazionale Marpol dell’International Maritime Organization


OLBIA - Verrà discussa venerdì 31 gennaio, durante la seduta della Camera dei Deputati, l’interpellanza urgente con la quale Nardo Marino, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Trasporti, chiede al Governo interventi urgenti mirati a risolvere i problemi conseguenti all’aumento dei noli marittimi. Il caso del cosiddetto “caro traghetti” rischia di provocare un grave danno all’economia della Sardegna: «Una reazione a catena – spiega il deputato nell’atto – che causerà uno squilibrio dei costi sostenuti dai trasportatori tra le regioni peninsulari e quelle insulari. L'aumento dei costi stabilito dai vettori marittimi a carico degli autotrasportatori – continua Marino – rischia di gravare sulle spalle degli imprenditori isolani, con conseguenti e prevedibili aumenti destinati a ripercuotersi anche sul consumatore finale».

La questione è nota: dal 1 gennaio del 2020 sono entrate in vigore le nuove norme della Convenzione internazionale Marpol dell’International Maritime Organization (Imo), ossia l'Agenzia marittima delle Nazioni Unite, che obbligano ad utilizzare a livello mondiale carburanti navali con un contenuto di zolfo inferiore allo 0,5 per cento massa per massa. Le compagnie di navigazione hanno dunque inviato una comunicazione a tutte le aziende di autotrasporto, con la quale è stato annunciato un aumento anche del 25 per cento dei noli marittimi. «Evidentemente per la Sardegna si tratta di un problema grave, da affrontare senza indugi prima che si verifichino danni difficilmente sanabili» commenta Marino che nell’interpellanza pone l’accento sulla possibile soluzione: nel 2004, la Commissione europea ha emanato i nuovi orientamenti in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, disponendo quali siano compatibili con la normativa vigente.

“Ebbene - scrive il deputato del Movimento 5 Stelle nell’interpellanza - il punto 10 della comunicazione europea relativo agli «aiuti al trasporto marittimo a corto raggio», se letto in combinato disposto con il punto 5 «aiuti agli investimenti», rende possibili incentivi per promuovere l'uso di navi sicure e non inquinanti nonché finalizzati a conformare le navi immatricolate nell'Unione a standard più rigorosi delle norme vincolanti in materia di sicurezza e di ambiente stabilite nelle convenzioni internazionali”. Al Governo, Marino - primo firmatario dell’atto che ha raccolto l’adesione dei deputati sardi del Movimento 5 Stelle e del Pd - chiede di valutare tutte le iniziative utili a mettere in campo gli incentivi in materia previsti dall’Unione europea e che consentirebbero l’adeguamento delle navi in conformità con quanto disposto dalla Convenzione Imo. Al Ministro competente si chiede inoltre di valutare la congruità degli aumenti posti in essere dalle compagnie di navigazione rispetto ai costi sostenuti per l'adeguamento alla nuova normativa. La Sardegna è obbligata, per ovvie ragioni geografiche, a servirsi dei trasporti marittimi per l’import e l’export delle merci: le possibili ripercussioni negative sul tessuto produttivo della Regione devono essere necessariamente arginate.
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