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Cor 13 giugno 2020 video
«Basta silenzio, chi può faccia qualcosa»
Ieri sera, la prima riunione nel salone della Mercede, ad Alghero, con numerosi sfollati dell´incendio Risparmio Casa. Presenti, tra gli altri, il sindaco Mario Conoci, il presidente del Consiglio regionale Michele Pais e l´amministratore straordinario della Provincia Pietrino Fois. Le parole di Marco Marchesi, uno dei numerosi proprietari delle case ancora inagibili


ALGHERO - A seguito del devastante incendio durato 18 ore tra la notte del 18 luglio 2017 e il pomeriggio del 19 luglio, 51 famiglie, ancora oggi, vivono nella deportazione e nella disperazione. Inizialmente sembrava che attraverso la coesione di tutti i proprietari e affittuari fosse possibile una ricostruzione in breve tempo, ma la burocrazia ha rallentato questo spirito collaborativo e non ha permesso di portare avanti speditamente la ricostruzione. La curia vescovile, il Centro di Ascolto di Alghero, i Volontari del Rosario, privati cittadini e altre associazioni di volontariato si sono impegnati in una raccolta fondi, volta ad ammortizzare per il primo periodo le spese che con il tempo sono cresciute in modo esponenziale. «Dopo il primo anno in cui il comune ha sostenuto i cittadini però, è calato il silenzio più assoluto» sottolineano. ieri, finalmente, la prima riunione presso il salone della Mercede.

«Chiediamo che le istituzioni interagiscano con il Tribunale Civile e con i Periti affinché termino i loro lavori peritali e si arrivi quanto prima a sentenza; che le Istituzioni si facciano portavoce della nostra condizione nei confronti delle compagnie assicurative per avviare, celermente, la liquidazione dei danni per procedere in modo spedito alla ristrutturazione/ricostruzione del palazzo; l'estensione dell’ordinanza comunale n°241 del 02/08/2017 e n° 326 del 25/10/2017, che possa essere sostenuta e coadiuvata finanziariamente dalla Regione».

Poi le richieste al Banco di Sardegna: «Chiediamo che dia la possibilità alle persone deportate di avere dei mutui o prestiti agevolati, ciò avverrebbe con l'intervento della Regione Autonoma della Sardegna, la Provincia di Sassari e il Comune di Alghero; avendo l'ipoteca sugli immobili di proprietà della Sofingi per quote condominiali pari al 65% - di anticipare le spese di messa in sicurezza e ripristino dello stabile, salvo rifarsi sui responsabili dell’incendio e sulle loro assicurazioni».

Ed ancora: «Chiediamo che almeno due rappresentanti delle famiglie possano intervenire straordinariamente, all'interno del Consiglio Comunale di Alghero per portare le testimonianze e le richieste dei deportati e che questa discussione sia resa pubblica; che altrettanto possa essere fatto straordinariamente all’interno del Consiglio Regionale; Chiediamo alle Istituzioni che ci sia un intervento in termini finanziari da parte delle Istituzioni, che ci permetta di affrontare: le spese di affitto dei nuovi alloggi di fortuna, il pagamento mensile del mutuo per chi ha un debito in essere con la banca (concedendo diritto di rivalsa sui responsabili e sulle loro assicurazioni); Ed infine al Comune di Alghero l’organizzazione di eventi per sensibilizzare raccolte fondi a sostegno delle famiglie».
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