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Red 27 giugno 2020
Asili nido, «sarò portavoce presso la Regione»
Problematiche legate alla famiglia, tra Covid-19 e bilanci casalinghi: a sollevare il problema è capogruppo dei Fratelli d´Italia nel Consiglio comunale di Alghero Christian Mulas


ALGHERO - «Alla luce delle normative imposte a livello nazionale, in questo momento gli asili nido non possono riaprire per garantire il servizio che offrivano, anche nel periodo estivo, prima della pandemia di Covid-19. Ad Alghero, noi di Fratelli d'Italia li abbiamo incontrati e ci incarichiamo di fare da portavoce del problema presso l'assessore regionale Nieddu. Con l’ultimo dpCm, datato 11 giugno, il Governo nazionale ha creato un vero e proprio pasticcio. L'ultimo decreto di Conte ha esteso la possibilità di aprire gli asili nido con il servizio ludico ricreativo per la fascia di età zero-tre anni di educazione non formale. Formalmente ha dato la possibilità di aprire le strutture come centri estivi, ma c'è ben poco da festeggiare per gli operatori. Se a prima vista la decisione di Conte può apparire come il via per la ripartenza, nella sua applicazione pratica comporta una serie di oneri e costi aggiuntivi che rendono impossibile la riapertura, con enorme danno per famiglie e lavoratori».

A sollevare il problema è capogruppo dei Fratelli d'Italia nel Consiglio comunale di Alghero Christian Mulas, che spiega: «Innanzitutto, il rapporto numerico educatore/bambino passa da uno a dieci per bambini di età compresa tra ventiquattro e trentasei mesi a un rapporto di uno a cinque, indistintamente da zero a cinque anni, con un aggravio di non poco conto per quanto riguarda i costi relativi al personale. Il secondo problema è rappresentato dalle tasse: gli asilo nido sono caratterizzati dall'esenzione fiscale dell'Iva, al fine di andare in contro a tutte le famiglie. I centri estivi, invece, non godono di simili agevolazioni. Le famiglie si troverebbero a dover pagare il 22percento in più. Nel mentre, ed ecco il terzo errore, le aziende dovrebbero far fronte a nuovi costi, dovuti alla contabilità per la gestione temporanea di una attività con un regime fiscale differente. Tutto ciò a peggiorare ulteriormente una situazione economica già critica a causa della chiusura degli asili nido iniziata il 5 marzo».

«Infine, Conte e il suo Governo hanno commesso l'ennesima discriminazione: il bonus asilo nido sostiene tutte le famiglie, mentre il bonus per l'utilizzo dei centri estivi può essere richiesto solo se lavorano entrambi i genitori. Da padre e da professionista vicino alle famiglie, prima ancora che da rappresentante dei cittadini, mi chiedo se per il Governo ci siano “bambini di serie A” e “bambini di serie B”. Se stanno aprendo discoteche, perché non possono aprire gli asili? Alcune Regioni hanno riaperto gli asili nido: il Veneto per esempio, attraverso ordinanze regionali, ha affrontato questo problema. Altrettanto cercheremo di fare noi: mi farò personalmente portavoce di queste istanze presso l'assessore regionale», conclude Mulas.

Nella foto: il consigliere comunale Christian Mulas
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