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Red 7 luglio 2020
Federbalneari: Spiagge sarde nel caos
«Le spiagge libere della Sardegna sono nel caos, tra assembramenti e abusivismo», denunciano i Federbalneari, tramite il segretario regionale Claudio Maurelli, che chiede a tutti i sindaci dell´Isola: «Intervenite ora»


OLBIA - «Le spiagge libere della Sardegna sono nel Caos, tra assembramenti e abusivismo», denunciano i Federbalneari, tramite il segretario regionale Claudio Maurelli, che prosegue: «Siamo di fronte ad una situazione veramente complicatta. Da una parte continuiamo a ricevere tantissime segnalazioni al nostro numero Whatsapp 329/0170940, dall'altra la mancanza delle Istituzioni nelle spiagge libere è totale».

«Segnalazioni riguardanti diversi poblemi nelle spiagge libere tra cui – prosegue Maurelli - ancora una volta i soliti venditori ambulanti di granite e pietre, che occupano la battigia per vendere, il più delle volte anche senza scontrini ai locali; massaggiatrici cinesi senza la minima protezione, che fanno massaggi liberamente; gruppi di dieci ragazzi in due lettini; parcheggi alle stelle per “fare cassa” in periodo Covid. È di questo giorni la notizia della chiusura di una spiaggia a Fiumicino per un assembramento enorme, vogliamo fare la stessa fine in Sardegna? Il numero Whatsapp Federbalneari Sardegna non dovrebbe esistere, ma a quanto pare oggi ad esempio nel Comune di Olbia, sono arrivate ben sei chiamate da parte di bagnanti e sono andate deserte. La gente comincia a esser stanca di rispettare delle regole che puntualmente abusivi e furbacchioni non rispettano e le istituzioni sono assenti. I Comuni hanno avuto tempo, esattamente quattro mesi di tempo in periodo Covid, per poter decidere come gestire le spiagge libere della Sardegna. Zero scuse».

«Chiediamo un intervento rapido per sistemare questo caos – rilancia il presidente di Federbalneari Sardegna Mario Isoni - a cominciare dal Comune di Olbia, totalmente assente sia nelle Forze dell'ordine comunali, che nel controllo agli abusi e agli assembramenti in spiaggia. L'ordine pubblico e la Pubblica sicurezza delle spiagge libere è da sempre compito del Comune e i balneari non vogliono e non devono sostituirsi all'Ente locale. Speriamo inizino a monitorare davvero le spiagge, poichè se si dovesse verificare un focolaio in una spiaggia, saremo costretti a denunciare il tutto in Procura. Gli stabilimenti continuano ad attenersi scrupolosamente alle regole, ma non tollerano più questo caos e assenza dei Comuni».
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