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Red 25 settembre 2020
A Lollove, nel nome de La Madre
Per celebrare i 100 anni dalla pubblicazione del romanzo di Grazia Deledda, l’Associazione Salpare, in collaborazione con l’Associazione internazionale critici letterari, la Libreria Mieleamaro di Nuoro e i patrocini della Regione autonoma della Sardegna, dell’Istituto superiore regionale etnografico e del Comune di Nuoro presenta la prima edizione del “Festival letterario Deleddiano Lollove”


ALGHERO - Per celebrare i 100 anni dalla pubblicazione del romanzo “La madre” (Edizioni Treves) di Grazia Deledda, l’Associazione Salpare, in collaborazione con l’Associazione internazionale critici Letterari, la Libreria Mieleamaro di Nuoro e i patrocini della Regione autonoma della Sardegna, dell’Istituto superiore regionale etnografico e del Comune di Nuoro–Città di Grazia Deledda, presenta la prima edizione del “Festival letterario Deleddiano Lollove”. Un ritorno di Deledda in grande stile nella sua Aar, la Lollove romanzata, attraverso le passeggiate letterarie teatralizzate, i seminari e le conferenze, le presentazioni di libri con gli autori nel paese, gli accompagnamenti musicali e i concerti, la cucina deleddiana proposta per l’occasione dalle due locande del borgo.

«Non potevamo che pensare a Lollove - dichiara il presidente del Festival Neria De Giovanni - in quanto il paese di Aar in cui si svolge la vicenda de La Madre è in realtà proprio Lollove. D’altronde, la madre si chiama Maria Maddalena, come la Santa cui è dedicata la Chiesa di Lollove». Lollove ospita la prima edizione del Festival come novità assoluta nel panorama regionale e nazionale, pur ricco di eventi e di celebrazioni sulla Premio Nobel. «Grazia Deledda ha usato spesso nascondere i luoghi dei suoi romanzi con nomi di fantasia, forse per non scontrarsi con la suscettibilità dei sardi o per accrescere il fascino del racconto. Ma nel caso de La Madre credo che il celare la vera Lollove sia dovuto all’intenzione di Grazia di non confinare in un luogo geograficamente definito, una vicenda che può veramente dirsi universale. Eppure Lollove vive in ogni parola del romanzo, ad iniziare dal nome stesso della protagonista, la madre, che si chiama Maria Maddalena come la Santa cui è dedicata l’ex chiesa parrocchiale», prosegue De Giovanni.

Con il Festival, animato soprattutto da giovani lollovesi, nuoresi e sardi, Lollove rinasce grazie alla cultura. Se la terribile epidemia di vaiolo del 1860 ne provocò lo spopolamento, la pandemia del 2020 non ha impedito a Lollove di riprovare a condividere con i visitatori, la bellezza del proprio ambiente naturale ed umano. «Il Festival letterario deleddiano crescerà con gli anni, perché nasce a Lollove sotto gli auspici di un importante centenario, protetto dalla Luna dell’antico villaggio di Selene, con la “benedizione” di Maria Maddalena e soprattutto sotto lo sguardo vigile della nostra Grazia Deledda. Nonostante le restrizioni che la pandemia ci impone - ha concluso Neria De Giovanni - non abbiamo voluto lasciare passare questo importante centenario dalla pubblicazione de La Madre. Ogni anno a Lollove organizzeremo il Festival deleddiano con un programma culturale che sarà sempre più articolato e ricco, con artisti, scrittori, studiosi anche internazionali».

L’apertura è prevista per domani, sabato 26 settembre, alle 16.30, nel giardino della “Casa Museo Lollove”, con presentazione del Festival del presidente De Giovanni, massima esperta deleddiana, e tavola rotonda con i giovani di Lollove Simone Ciferni e Roberto Chessa, co-organizzatori del Festival con tutti gli abitanti del borgo, che caleranno i partecipanti nel contesto ambientale e culturale circostante. Alle 18, con partenza dalla Chiesa di Santa Maria Maddalena, passeggiata letteraria teatralizzata lungo le vie del borgo, tratta e ispirata da La madre, a cura della Compagnia teatrale “I senza pretese”. Alle 19, nel giardino della Casa Museo Lollove, relazione critica di Neria De Giovanni “Cento anni de La Madre”.
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