ALGHERO - «Il rilancio delle ferrovie nel nord Sardegna non può che essere una delle priorità della Regione». Lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico Mario Bruno, nella prospettiva dell’imminente passaggio di competenze sulle Ferrovie della Sardegna dallo Stato alla Regione. «La giunta regionale, che in questi tre anni ha lavorato a norme legislative quasi storiche in materia, non sottovaluterà infatti che il potenziamento del trasporto pubblico locale passa sicuramente per una più attenta e competitiva offerta rivolta ai passeggeri, ma ha bisogno anche di una profonda riorganizzazione aziendale, in particolare per il compartimento di Sassari». «La direzione di esercizio sassarese – spiega il consigliere regionale – gestisce servizi importantissimi, sia ferroviari, come i collegamenti Sassari-Alghero, Sassari-Sorso e Sassari-Nulvi, sia turistici, come la Nulvi-Tempio-Palau col “trenino verde”, sia automobilistici, col servizio urbano di Alghero e le tratte che toccano i capoluoghi isolani». Tuttavia, «a fronte di un consistente aumento dei servizi di trasporto, l’inefficace gestione statale negli anni non è stata in grado di portare a termine alcun investimento», osserva Mario Bruno. «I dipendenti sassaresi vivono uno stato di profondo disagio, causato dalle continue emergenze dovute alla carenza di personale, al parco mezzi che, nel caso dei treni, tocca anche i 50 anni di anzianità, a livelli retributivi tra i più bassi in Italia: ciò non può che ripercuotersi sulla qualità dei servizi di trasporto erogati». Questo forte disagio, evidenzia l’esponente del Pd, «sfocia in 8 ore di sciopero che vogliono segnalare a cittadini e classe dirigente la gravissima crisi del settore in Sardegna». Perciò «l’amministrazione regionale, che gestirà mediante la nuova “Azienda Regionale Sarda Trasporti Spa” il tpl, dovrà farsi carico non solo del rilancio e della riconversione di queste ferrovie, ma anche intervenire urgentemente all’interno dell’organizzazione aziendale tenendo conto delle reali necessità compartimentali e, soprattutto, delle reali necessità dell’utenza, con un’attenta e ferma opera di eliminazione delle persistenti sacche di assistenzialismo: la priorità deve essere il trasporto dei passeggeri, laddove ve ne sia reale domanda».
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