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Cor 20 dicembre 2020
Bracconaggio, blitz nei parchi regionali
Avviata nel mese di Dicembre, in collaborazione fra il Corpo Forestale della Regione Sardegna e l’Arma dei Carabinieri, un’attività di controllo nel Sud Sardegna, e in particolare nei Parchi Naturali di Molentargius e del Gutturu Mannu


CAGLIARI - Nell’ambito della collaborazione fra il Corpo Forestale della Regione Sardegna e l’Arma dei Carabinieri, è stata avviata nel mese di Dicembre un’attività di controllo nel Sud Sardegna, e in particolare nei Parchi Naturali di Molentargius e del Gutturu Mannu. L’intervento ha visto congiuntamente impegnati il personale del Corpo Forestale Regionale del Nucleo investigativo di Cagliari (NIPAF) e delle Stazioni Forestali di Cagliari e di Uta, i Carabinieri Forestali del Reparto Operativo - Sezione Operativa Antibracconaggio Reati a Danno degli Animali (SOARDA), il Nucleo CITES di Cagliari, i Carabinieri dei reparti territoriali del Comando Provinciale di Cagliari, oltre che volontari della LIPU.

L’impiego coordinato delle varie forze è richiesto dal Piano Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici, che tra le azioni prioritarie prevede la creazione di un coordinamento tra i diversi corpi di vigilanza. Le forze in campo hanno setacciato il territorio nei luoghi più amati dagli uccelli migratori che qui si rifocillano di bacche mediterranee e sostano prima di lasciare l’Italia per andare a svernare in Africa.

La campagna di contrasto al bracconaggio nel Sud Sardegna, è giustificata dal fatto che l’area era inclusa nei punti caldi del bracconaggio italiano, chiamati “Black Spot”, dunque è necessario un adeguato monitoraggio per evitare che il fenomeno possa riprendere le precedenti dimensioni. Pur essendo prematuro stilare un bilancio, in quanto le condizioni meteorologiche non hanno ancora determinato presenze massicce di avifauna migratoria nel Sud Sardegna, l’attività congiunta ha permesso di concludere che la situazione è sotto controllo.

Non bisogna tuttavia abbassare la guardia perché sono stati sequestrati un fucile, oltre 40 munizioni, un grosso coppo, ossia un retino di grandi dimensioni con diametro di quasi due metri che può catturare centinaia di esemplari con un solo utilizzo, 2 trappole di tipo sep e una trentina di reti per uccellagione. Il successo della collaborazione è stato garantito dall’adeguata cornice di sicurezza alle operazioni svolta dall’Arma territoriale, dalla disponibilità del Parco Naturale Regionale Molentargius – Saline, dal supporto del CARFS di Monastir e dall’impegno profuso dai volontari della LIPU.
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