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Red 1 maggio 2021
Sorso entra a far parte delle città sane
L’Amministrazione comunale ha aderito al progetto promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’Agenzia delle Nazioni unite specializzata per la salute


SORSO - Un movimento presente in tutti i Continenti con oltre 1300 città in trenta Paesi europei che lavorano in sinergia sulle priorità proposte dall’Oms e su temi scelti dalle Reti nazionali. In Italia, il progetto “Città sane” è partito nel 1995 come movimento di Comuni diventando successivamente associazione senza scopo di lucro e oggi i Comuni che fanno parte della rete sono oltre settanta. Tra questi ora anche il Comune di Sorso (tra i pochissimi in Sardegna), la cui richiesta di adesione, proposta dall’Assessorato alle Politiche comunitarie, programmazione, commercio, attività produttive e turismo (e con il via libera della Giunta) è stata accolta proprio nei giorni scorsi dall’Associazione nazionale con sede ad Ancona. Al centro dell’attività di rete l'impegno nelle politiche di promozione della salute a livello locale, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche di promozione della salute, a esempio in materia di inquinamento delle città, prevenzione di tumori, trapianti, risorse sanitarie. Con un impegno costante sui temi principali del progetto “Città sane Oms”, come la pianificazione urbana per la salute, la valutazione di impatto sulla salute e l’invecchiamento in salute.

Attraverso la rete Città sane e tramite il suo Centro per la salute urbana, l’Oms lavora direttamente con i Governi locali per supportare i Paesi nel promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi e anticipare le sfide future per la salute.
 E il Progetto Città sane nasce per aiutare le città a perseguire concretamente questi obiettivi partendo dai punti cardine che fanno riferimento ai concetti di salute a tutto campo, benessere del singolo come benessere della comunità e ruolo delle città come promotrici di salute. Un grande responsabilità che si concretizza nell’assunzione di un impegno importante nei confronti dei propri cittadini, migliorando lo stato di salute della propria città, acquisendo e condividendo strumenti, idee e progetti che siano di stimolo all’attività quotidiana. Perché una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

«L’attenzione verso la salute pubblica e i programmi sanitari è un tema sempre più attuale – spiega l’assessore alle Attività produttive, commercio, politiche comunitarie, turismo e programmazione Marco Greco - al centro delle politiche locali in un’ottica di prevenzione e superamento dei rischi connessi e come anticipazione delle sfide future. Il concetto di salute, ridefinito nel 1986 dalla Carta di Ottawa, orienta uno specifico quadro sulle città ed orientando le attività su alcuni focus specifici quali l’integrazione tra le politiche di gestione diretta della salute e le politiche strategiche che appartengono ad altri settori dell’attività amministrativa ma hanno un’influenza sulla salute dei cittadini intesa in senso ampio; la promozione di uno sviluppo della città fondato sull’equità, sulla sostenibilità e sull’attenzione alla persona, al suo valore e alle sue esigenze; la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche che hanno un effetto concreto sulla loro vita. L’impegno delle Città sane è quindi, innanzitutto, quello di promuovere la salute a punto centrale delle proprie politiche dimostrando di non subire gli eventi e il progresso, ma di essere in grado di guidarli in funzione della promozione della qualità della vita dei cittadini. In secondo luogo, proprio le città sono i luoghi che più facilmente possono stimolare la partecipazione e aprirsi ai contributi della società civile, delle associazioni e dei cittadini. Resta la consapevolezza di essere amministratori che hanno responsabilità di governo, ma anche la convinzione che, proprio in virtù della propria condizione privilegiata di rappresentanti delle istanze dei cittadini, le città sono oggi gli “strumenti” migliori per condizionare dal basso la politica regionale, nazionale ed europea».
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