I consiglieri comunali del gruppo "Per Alghero", Pietro Sartore, Gabriella Esposito e Mario Bruno, non ci stanno e contestano pubblicamente la nuova condotta dell´amministrazione nei confronti dei residenti del centro storico algherese
ALGHERO - «Quello che sta succedendo in seguito alla manifestazione pacifica dei residenti del centro storico allo stesso tempo sbalordisce e rattrista. La solerzia con cui, dopo che per mesi (o meglio per anni…) si è tollerato di tutto e di più, ora si stanno sistematicamente multando le auto e le moto dei residenti al centro storico è quantomeno sospetta. La stessa Amministrazione che nei mesi estivi non si è accorta di veicoli che transitavano nella città vecchia senza autorizzazione o con pass scaduto, la stessa Amministrazione che quest’estate ha fatto finta di non vedere tavolini posizionati attaccati a monumenti o in zone completamente interdette e in numero molto superiore a quanto autorizzato, la stessa Amministrazione che ha fatto finta di non sentire musica in orari fuori norma e oltre i livelli sonori consentiti, la stessa Amministrazione che non si è preoccupata di intervenire nei confronti della ditta per risolvere il problema degli ecobox che, a causa dei mancati ritiri, si sono spesso presentati come piccole discariche, la stessa Amministrazione che non si è preoccupata di predisporre dei controlli notturni per evitare che nelle vie del centro balordi e maleducati distruggessero di continuo beni pubblici e privati. Ecco quella stessa Amministrazione nel mese di novembre e in questa prima quindicina di dicembre diventa inflessibile e intransigente nei confronti delle autovetture e delle motociclette degli algheresi (molti lamentano più di un verbale in uno stesso giorno…), dando adito a più di un dubbio».
I consiglieri comunali Pietro Sartore, Gabriella Esposito e Mario Bruno non ci stanno e contestano pubblicamente la nuova condotta dell'amministrazione. «Quando il rigore si applica sempre e a tutti, infatti, nessuno può criticare, ma quando si applica solo ad alcuni, e solo in un particolare momento dell’anno, e magari solo a quei concittadini rei di aver contestato e infastidito “il conducente”, il sapore risulta ben diverso e più che un atto di giustizia finisce per apparire come una infantile rappresaglia. Il giorno della manifestazione pubblica degli abitanti del centro storico il Sindaco, invece di riceverli e ascoltare il loro malessere e le loro rimostranze per cercare insieme delle soluzioni condivise, ha preferito non farsi trovare a Porta Terra e nei giorni seguenti ha preso avvio quest’azione, che ai più è sembrata una coincidenza dal sapore punitivo. Letta in quest’ottica l’azione del Sindaco potrebbe addirittura apparire dettata da una logica becera e perversa. Potrebbe quasi sembrare che, invece di ascoltare i suoi concittadini per capire e provare a risolvere insieme a loro i disagi (che chi vive nella città vecchia è spesso costretto a sopportare…), non essendo politico incline a tollerare critiche e proteste, abbia scelto di imitare Mao Tse-Tung: colpire un comitato di quartiere (con i suoi residenti) per educarne cento».
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