Un Ko quasi storico per la regione Sardegna, uno smacco per l´intera classe dirigente isolana
ROMA - Nessuna sorpresa, tutto come previsto nella riunione di ieri sera a Roma che ha sancito l'ingresso nella squadra del Premier Silvio Berlusconi di 37 sottosegretari che affiancheranno l'Esecutivo. Per ora nessun viceministro nominato. Un Ko quasi storico per la regione Sardegna, con l'unico nome inserito nella lista, quello di Giuseppe Cossiga, figlio del presidente Emerito della repubblica Francesco, che affiancherà Guido Crossetto alla Difesa. Nello scorso Governo non si contavano i ministri sardi e i sottosegretari, ma la regione ha sempre avuto grande familiarità con le più alte cariche dello stato: Presidenti della Repubblica, premier e dicasteri sono stati, nel passato, ad appannaggio di uomini di spicco sardi. Oggi la Sardegna si ritrova con le spalle al muro, con un unico rappresentante (non residente nell'Isola) all'interno della compagine berlusconiana. Uno smacco per la regione, uno smacco per l'intera classe dirigente sarda. «Non conta - secondo Pili, neo deputato eletto in Sardegna nelle liste del PdL - la presenza di uno o più esponenti sardi del Popolo della Libertà nel governo. Ciò che conta è il risultato che si otterrà per la Sardegna». La sensazione però, è che in molti siano davvero rimasti impietriti, per un primato davvero storico. Federico Palomba, parlamentare dell’Italia dei Valori e già presidente della regione è chiaro, «la Sardegna ha ottenuto zero sottosegretari. Già, perché al di là del suo valore e delle sue competenze, Giuseppe Cossiga è stato nominato in quanto figlio dell’ex Capo dello Stato. Questo dimostra lo sconfinato amore di Silvio Berlusconi per la Sardegna». Delusione anche nelle parole di Bruno Murgia di Alleanza Nazionale. «Adesso che il governo è fatto - commenta - non c’è spazio per il rammarico sulla mancata presenza di rappresentanti sardi nell’esecutivo: ora dobbiamo darci da fare per risolvere i problemi. E’ importante stringere un patto con Berlusconi». Senza peli sulla lingua invece Giulio Calvisi, neo deputato del Partito Democratico. «Tutto come previsto - attacca - non siamo sorpresi: la Sardegna è di fatto fuori dal governo. Già la lista dei parlamentari era stata ampiamente colonizzata da Silvio Berlusconi con presenze esterne che niente avevano a che fare con la Sardegna - osserva l’esponente del Pd - ora l’assenza di una significativa rappresentanza nel governo dimostra come Berlusconi consideri l’isola e la sua autonomia».
Nella foto Giuseppe Cossiga
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