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S.A.
24 marzo 2025
Rete supporto per condannati e vittime di reato
Sostegno alle vittime di reato, servizi di giustizia riparativa, programmi di formazione e inserimento lavorativo per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, supporto abitativo, assistenza e accompagnamento all’interno del contesto territoriale nello schema di rinnovo del Protocollo d’intesa

CAGLIARI - Interventi per il sostegno alle vittime di reato, servizi di giustizia riparativa, programmi di formazione e inserimento lavorativo per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, supporto abitativo, assistenza e accompagnamento all’interno del contesto territoriale.
C’è tutto questo e molto altro nello schema di rinnovo del Protocollo d’intesa per la promozione di interventi a favore delle persone in esecuzione penale e per l’attuazione di progetti in favore delle vittime di reato, approvato nell’ultima seduta di giunta del 19 marzo. L’intesa tra la Regione Sardegna, il Centro di giustizia minorile regionale, il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per la Sardegna e l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, è finalizzata a creare una rete di supporto interistituzionale con il coinvolgimento degli attori territoriali al fine di ottimizzare le risorse e gli interventi riservati ai soggetti destinatari.
«Con il rinnovo di questo protocollo intendiamo rilanciare le politiche di inclusione destinate da un lato alle persone con condanna penale e dall’altro alle vittime di reato, prevedendo la costruzione di una rete integrata che comprenda il coinvolgimento attivo delle autorità e delle istituzioni locali, nonché delle associazioni impegnate nei progetti di supporto alle persone detenute o sottoposte a misure restrittive della libertà», spiega l’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi «Vengono previsti inoltre interventi di rafforzamento della tutela delle vittime di reato e, in particolare, il potenziamento del sistema di assistenza alle vittime, sia sul piano reddituale che su quello psicologico-relazionale» spiega ancora Bartolazzi.
L’assessore richiama gli interventi realizzati con successo in questi anni e co-finanziati con fondi regionali fra cui il progetto “Sinergie-SOStegno alle vittime”, con cui si è garantito supporto psicologico ed economico alle vittime di specifiche tipologie di reato, come i maltrattamenti in famiglia. «Attualmente – prosegue l’assessore – è in corso di implementazione il progetto Ichnos, attraverso il quale, oltre ai tradizionali strumenti di sostegno alle vittime di reato, si sperimentano percorsi di giustizia riparativa e di mediazione penale, attraverso un counseling guidato che attraverso un soggetto facilitatore coinvolge la vittima, il reo e la comunità circostante allo scopo di promuovere la riparazione del danno, la riconciliazione tra le parti e il rafforzamento del senso di sicurezza collettivo».
Inoltre, per garantire un recupero efficace e diminuire il rischio di recidiva, si è predisposto un programma d’intervento triennale attraverso la misura “INCLUSI”, per favorire il reinserimento nella società delle persone sottoposte ad esecuzione penale o altre misure restrittive attraverso opportunità formative e lavorative che prevedono la collaborazione fra enti del terzo settore ed istituzioni, sia a livello regionale che territoriale. «La chiave per il potenziamento di tutte queste azioni è l’implementazione della Rete inter-istituzionale in un’ottica di programmazione e progettazione condivisa. È con questo obiettivo che intendiamo lavorare per il futuro, forti delle buone prassi già sperimentate finora», conclude l’assessore della Sanità.
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