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S.A. 24 dicembre 2025
«Commissari decaduti: ora stop per cambio al Marino»
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che parla senza mezzi termini «di un vero e proprio pasticcio amministrativo destinato a produrre conseguenze pesantissime» e chiede un passo indietro sul trasferimento di gestione dall'Aou all'Asl sul Marino


ALGHERO - «La sentenza n. 198 della Corte Costituzionale apre uno scenario gravissimo per la sanità sarda: i commissari delle aziende sanitarie, compresi quelli dell’ASL di Sassari e dell’AOU di Sassari, si trovano oggi in una condizione di decadenza di diritto, essendo venuta meno la norma che ne ha determinato la nomina». Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che parla senza mezzi termini «di un vero e proprio pasticcio amministrativo destinato a produrre conseguenze pesantissime» e chiede un passo indietro sul trasferimento di gestione dall'Aou all'Asl sul Marino

«Non siamo di fronte a un problema che riguarda soltanto gli atti di straordinaria amministrazione – spiega Pais – ma anche quelli di ordinaria amministrazione, che rischiano seriamente di essere messi in discussione sotto il profilo della legittimità. Una situazione che imporrebbe immediatamente prudenza e responsabilità». In questo contesto, secondo l’esponente leghista, verrebbe meno anche la possibilità di procedere legittimamente agli atti necessari per il passaggio dell’ospedale Marino di Alghero dall’AOU di Sassari all’ASL di Sassari. «Parliamo di una complessa catena di atti giuridici – prosegue Pais – dal trasferimento del personale all’assunzione di obbligazioni giuridiche, tutti potenzialmente esposti a nullità. Non solo: chi si avventurasse a sottoscriverli potrebbe esporsi a responsabilità patrimoniali dirette e personali. È evidente che norma, ma soprattutto buon senso, suggerirebbero di fermarsi immediatamente».

Pais alza ulteriormente il livello dell’allarme: «Andare avanti facendo finta che non sia successo nulla, come se la Corte Costituzionale non si fosse pronunciata, configurerebbe un comportamento doloso, certamente valutabile in sede giudiziaria. Nessuno può fingere di non sapere che è intervenuta una pronuncia che ha modificato in modo profondo e radicale il quadro giuridico precedente». Il monito è chiaro: «Continuare su questa strada significa produrre danni enormi al sistema sanitario e a chi, con leggerezza o arroganza, decidesse di ignorare consapevolmente un fatto giuridico di questa portata». Infine l’attacco politico: «Siamo di fronte all’ennesimo frutto del pressapochismo indotto dalla smania della giunta Todde di spartirsi poltrone e potere, senza considerare le conseguenze amministrative, giuridiche e finanziarie. Un modo irresponsabile di governare che oggi presenta il conto».
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