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S.A. 22 gennaio 2026
Paziente operata e salvata da equipe Aou
La donna conviveva da lungo tempo con complicanze legate a ripetuti trattamenti, inclusa la radioterapia, che avevano determinato un'esposizione delle meningi e della teca cranica. Una situazione fortemente rischiosa per la vita e altamente invalidante


SASSARI - Un intervento chirurgico di altissima complessità, eseguito interamente all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari da medici afferenti all’Università di Sassari, ha permesso di risolvere in modo definitivo una condizione clinica gravissima che da anni limitava profondamente la vita di una giovane paziente sarda, affetta da meningiomi multipli recidivanti. La donna conviveva da lungo tempo con complicanze legate a ripetuti trattamenti, inclusa la radioterapia, che avevano determinato un'esposizione delle meningi e della teca cranica. Una situazione fortemente rischiosa per la vita e altamente invalidante, con pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana e sociale, che l’aveva vista ormai rassegnarsi all’idea di doversi rivolgere a strutture sanitarie fuori regione.

«Questo intervento conferma che il reparto è oggi in grado di affrontare con efficacia casi di elevatissima complessità- ha commentato il Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti - L’obiettivo è rafforzare una sanità di prossimità capace di ridurre il ricorso alla mobilità sanitaria extraregionale, con tutti i disagi che ne derivano per i pazienti e le loro famiglie. Si tratta di una strategia chiara, fondata sull’integrazione tra Università, assistenza e competenze specialistiche di alto livello». Grazie alla stretta integrazione multidisciplinare e alla grande professionalità delle équipe di Neurochirurgia e Chirurgia Plastica dell’AOU di Sassari, la paziente ha trovato una soluzione definitiva “a casa”, evitando lunghi e complessi percorsi di cura lontano dalla Sardegna. Dopo un accurato consulto multidisciplinare, la paziente è stata sottoposta a un intervento unico della durata complessiva di circa 12 ore, articolato in più fasi estremamente complesse. Il primo tempo neurochirurgico ha previsto la rimozione di una parte della teca cranica, l’asportazione delle recidive tumorali e la ricostruzione cranica mediante protesi. A questo è seguito il tempo ricostruttivo microchirurgico, con il trapianto autologo microvascolare di un lembo del muscolo grande dorsale, fondamentale per ripristinare in modo stabile la copertura dei tessuti e consentire la completa guarigione.

Il complesso intervento è stato eseguito da Sabino Luzzi, Professore Ordinario di Neurochirurgia e Direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia, insieme alla sua équipe. La delicata fase ricostruttiva è stata invece condotta da Emilio Trignano, Professore Associato di Chirurgia Plastica e Direttore dell’Unità di Microchirurgia, nell’ambito della Chirurgia Plastica dell’AOU di Sassari, diretta da Corrado Rubino, Professore Ordinario di Chirurgia Plastica e Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica. «Tutti i professionisti coinvolti sono afferenti all’Università degli Studi di Sassari, a conferma del valore aggiunto rappresentato dall’integrazione tra attività accademica, ricerca e assistenza clinica di alto livello. Oggi la paziente è completamente guarita e ha potuto riprendere una vita normale. Un risultato che va oltre il successo clinico e che rappresenta un forte messaggio di fiducia nella sanità pubblica sarda, sempre più in grado di offrire risposte avanzate e di alto profilo» si legge nella nota.
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