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Porto Torres 24notiziesardegnaOpinioniSicurezza41-bis, si rispetti una proporzionalità territoriale
Marco Colledanchise 12:41
L'opinione di Marco Colledanchise
41-bis, si rispetti una proporzionalità territoriale


Il 41-bis non è in discussione. È uno strumento essenziale dello Stato contro la criminalità organizzata. Proprio perché è una misura eccezionale, la sua applicazione deve rispondere a un principio altrettanto eccezionale: la proporzionalità territoriale. Se una quota molto significativa dei detenuti 41-bis italiani viene concentrata negli istituti di Uta, Sassari e Nuoro – afferma Colledanchise – la questione non è emotiva. È strutturale. È proporzionato che una Regione con una delle più basse incidenze storiche di criminalità organizzata strutturata diventi uno dei principali poli nazionali dell’alta sicurezza? Non si tratta di una provocazione né una messa in discussione della fermezza dello Stato, ma una domanda di equilibrio istituzionale. La distribuzione delle funzioni più delicate dello Stato non può basarsi sulla comodità geografica.

Non può essere: “è un’isola, è lontana, è logisticamente utile”. Deve essere fondata su criteri chiari e pubblici: capacità infrastrutturale reale, dotazione stabile di personale specializzato, sostenibilità sanitaria – medicina protetta inclusa – ed equilibrio complessivo tra territori. Se questi criteri esistono, vengano illustrati. Se non esistono, si costruiscano prima di concentrare. Quando una Regione assume una quota rilevante dell’alta sicurezza nazionale cambia il suo posizionamento nel sistema Paese. Non solo in termini amministrativi, ma anche in termini di percezione. Un territorio vive anche di come viene rappresentato. Se la Sardegna diventa stabilmente associata al circuito del carcere duro, qualcuno – dentro e fuori – finirà per sintetizzare in modo sbagliato: “Sardegna = 41-bis”, “Sardegna = criminalità di alto livello”. Io questa semplificazione non la accetto. Perché la Sardegna non è questo. C’è chi teme effetti legati alla prossimità delle famiglie, a movimenti economici collegati o a presenze che nel tempo potrebbero incidere sugli equilibri territoriali. Sono preoccupazioni comprensibili. Da sardo non le liquido con superficialità. Ma da rappresentante delle istituzioni devo essere chiaro: senza dati certificati non si trasformano percezioni in accuse. Il modo serio di affrontare questi timori non è alimentare allarmismi, ma rafforzare prevenzione, controlli economici, presìdi investigativi e trasparenza amministrativa.

Se la Sardegna deve ospitare una quota rilevante di 41-bis, allora devono crescere in modo proporzionale e verificabile organici e risorse, sanità penitenziaria, strumenti di controllo patrimoniale e coordinamento tra livelli istituzionali. Altrimenti non è una strategia. È semplice trasferimento. La Sardegna è parte piena della Repubblica. Non rifiuta responsabilità nazionali. Ma non può essere considerata una soluzione geografica ai problemi altrui. Chiedere proporzionalità non significa indebolire lo Stato. Significa pretendere che lo Stato sia giusto nella sua forza. E la giustizia, prima ancora delle sbarre, si misura nell’equilibrio.

* consigliere comunale di Alghero e componente del gruppo civico Orizzonte Comune
Commenti
13:05
«Ferma opposizione alla decisione del Governo nazionale di destinare soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, sottoposti al regime del 41 bis, alle strutture carcerarie della Sardegna»
15/2/2026
67 fermi e 31 auto controllate. I Carabinieri della Compagnia di Alghero hanno proseguito anche nel corso degli ultimi giorni le attività di controllo del territorio dopo i numerosi fatti di cronaca che negli ultimi tempi hanno allertato residenti e operatori commerciali



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