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S.A. 20:06
Cormorani: aggiornati criteri di censimento
Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta alle esigenze del comparto della pesca e dell’acquacoltura lagunare, che negli ultimi anni ha segnalato con crescente preoccupazione l’impatto della specie sugli stock ittici degli stagni sardi


CAGLIARI - La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’Assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’Assessore dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale Francesco Agus, ha approvato la deliberazione con la quale sono state aggiornate le modalità di realizzazione dei censimenti delle popolazioni di Cormorano (Phalacrocorax carbo), superando il metodo adottato con la deliberazione del 2015. Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta alle esigenze del comparto della pesca e dell’acquacoltura lagunare, che negli ultimi anni ha segnalato con crescente preoccupazione l’impatto della specie sugli stock ittici degli stagni sardi. Il censimento dei cormorani costituisce infatti la base tecnica per la determinazione del numero medio degli individui presenti e per la successiva quantificazione economica dei danni arrecati alle produzioni ittiche.

Alla luce delle risultanze scientifiche emerse dai censimenti regionali e dalla letteratura internazionale di settore, la deliberazione introduce una revisione del metodo di campionamento dell’attività di pesca nei compendi ittici. In luogo delle cinque fasce di rilevazione giornaliere previste dal metodo adottato nel 2015, i rilievi verranno ora effettuati in tre fasce orarie mattutine - 08:00, 10:00 e 12:00 - ritenute più rappresentative dell’effettiva attività di predazione della specie. Gli studi evidenziano infatti che, durante il periodo invernale, la maggior parte dei cormorani concentra l’attività alimentare nelle prime ore del giorno, mentre l’intensità della pesca tende progressivamente a diminuire nel corso della giornata. «Con questo provvedimento - dichiara l’assessora Rosanna Laconi - interveniamo su un elemento fondamentale per la corretta gestione del fenomeno, aggiornando il metodo con cui vengono raccolti i dati e rendendo le rilevazioni più aderenti alla realtà. Disporre di dati più accurati significa poter valutare meglio l’impatto della specie e sostenere in modo più efficace e trasparente le imprese della pesca e dell’acquacoltura che operano nei nostri sistemi lagunari».

L’aggiornamento metodologico approvato dalla Giunta si colloca nella prospettiva della realizzazione di uno studio scientifico più ampio, previsto dalla legge regionale di stabilità per il 2026, che ha autorizzato uno stanziamento di 70 mila euro annui per il biennio 2026-2027 a favore delle Università della Sardegna per attività di censimento del cormorano e per lo sviluppo di nuove metodologie di studio e gestione della specie. Lo studio consentirà di aggiornare ulteriormente le metodiche di rilevazione alla luce dei progressi scientifici e tecnologici maturati negli ultimi anni, con l’obiettivo di affinare gli strumenti di monitoraggio e avvicinare sempre di più le stime della presenza della specie ai dati reali, migliorando anche i criteri di determinazione degli indennizzi. Il lavoro di ricerca potrà inoltre valorizzare il significativo patrimonio di esperienza e di conoscenza maturato nel tempo dagli operatori del comparto ittico dei compendi lagunari, che rappresenta una risorsa preziosa per il miglioramento delle metodologie di osservazione e di analisi del fenomeno.

«La gestione dei rapporti tra fauna selvatica e attività produttive - aggiunge l’assessora Laconi - richiede conoscenze scientifiche solide, strumenti di monitoraggio aggiornati e una collaborazione costante con il sistema della ricerca. Il lavoro che avvieremo con le università sarde ci permetterà di compiere un ulteriore salto di qualità nella conoscenza del fenomeno e nella capacità di costruire risposte sempre più efficaci per il comparto». La deliberazione stabilisce inoltre che le nuove modalità di censimento trovino applicazione a partire dalla stagione 2024-2025, dando mandato agli uffici competenti di assicurare la diffusione dei nuovi criteri presso le amministrazioni territoriali affinché ne venga garantita un’applicazione uniforme. Con questo intervento la Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel coniugare la tutela della biodiversità con la salvaguardia delle attività economiche tradizionali, promuovendo strumenti di gestione sempre più fondati sulla conoscenza scientifica e sulla corretta valutazione degli equilibri ecosistemici dei sistemi lagunari dell’isola.
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