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Marco Di Gangi 29 maggio 2026
L'opinione di Marco Di Gangi
Con Ryanair la Sardegna rischia l’autogol


Le dichiarazioni di Ryanair rappresentano un campanello d’allarme che la Regione Sardegna non può permettersi di ignorare o liquidare con superficialità ideologica. Quando una delle principali compagnie aeree europee afferma apertamente che la Sardegna rischia di essere tagliata fuori dai grandi flussi turistici internazionali a causa dell’ostinazione nel mantenere l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, il tema non può essere derubricato a semplice polemica politica. È invece una questione strategica che riguarda il futuro economico, occupazionale e turistico dell’intera Isola. Fratelli d’Italia sostiene da tempo, con coerenza e concretezza, la necessità di abolire questa tassa penalizzante almeno per i cittadini sardi e di aprire una seria riflessione sulla competitività del nostro sistema aeroportuale. La proposta avanzata dal capogruppo Paolo Truzzu andava esattamente in questa direzione ed era accompagnata da prospettive estremamente rilevanti: oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, nuovi aeromobili basati in Sardegna, centinaia di posti di lavoro e nuove rotte internazionali verso mercati strategici per la destagionalizzazione.
Mentre altre Regioni italiane hanno scelto di competere, attrarre investimenti e aumentare traffico e collegamenti, la Sardegna rischia invece di rimanere immobile. I dati citati da Ryanair su Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna dimostrano che la riduzione o abolizione dell’addizionale comunale ha prodotto una crescita significativa del traffico aereo e del turismo. Questo non significa piegarsi alle compagnie aeree o rinunciare al ruolo pubblico della politica. Significa però comprendere che oggi il turismo si gioca soprattutto sull’accessibilità, sui collegamenti e sulla capacità di essere competitivi rispetto ad altri territori del Mediterraneo e dell’Europa. La Sardegna soffre già storicamente di insularità, stagionalità e costi elevati di collegamento. Continuare ad aggiungere ostacoli fiscali rischia di trasformarsi in un autogol clamoroso. Naturalmente il tema della continuità territoriale resta fondamentale e non può essere abbandonato. Ma è evidente che da sola non basta più. Serve una strategia integrata che tenga insieme diritto alla mobilità dei residenti, sviluppo turistico, attrazione di nuove rotte internazionali e sostegno ai territori. La verità è che oggi il mondo del turismo chiede visione, rapidità decisionale e capacità di confronto con gli operatori del settore. Invece la Giunta Todde appare paralizzata da divisioni interne e da un approccio ideologico che rischia di produrre conseguenze pesantissime. Il rischio non è soltanto perdere nuove opportunità di crescita. Il rischio concreto è vedere ridursi progressivamente anche gli attuali collegamenti, con danni enormi per il turismo, per le imprese, per il commercio e per l’occupazione. La Sardegna non può permettersi di restare isolata mentre il resto d’Europa corre. Occorre aprire immediatamente un tavolo serio con compagnie aeree, aeroporti, operatori turistici e categorie economiche per costruire una strategia moderna, sostenibile e competitiva per il trasporto aereo e per il turismo sardo.
Difendere la Sardegna oggi significa renderla più connessa, più accessibile e più competitiva.

*Marco Di Gangi per Dipartimento Turismo Fratelli d’Italia
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