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Enrico Daga. 7:22
L'opinione di Enrico Daga.
Dietro Ironman c’è una visione di città


In questi giorni mi è stata fatta più volte la stessa domanda. Come avete avuto l’idea di accogliere IRONMAN ad Alghero? La risposta è semplice: "Dietro questo evento c’è una visione di città, e questo è il primo anno, l’anno zero. Abbiamo firmato un accordo triennale". Quando amministri hai il dovere di distinguere ciò che genera consenso per qualche giorno da ciò che modifica la traiettoria di un territorio per anni. IRONMAN appartiene alla seconda categoria Per tre ragioni molto concrete. La prima è il marketing di destinazione. Da anni sentiamo parlare di promozione turistica. Ma esiste una differenza enorme tra chi si cimenta a raccontare un territorio e chi ha il coraggio di fare azioni concrete. Ma torniamo al quesito. IRONMAN fa qualcosa che nessuna campagna pubblicitaria può fare. Mostra contemporaneamente il mare, il paesaggio, le strade, il centro storico, la natura, la qualità dell’accoglienza e l’identità di una comunità. Un atleta nuota nelle nostre acque, attraversa in bicicletta alcuni dei paesaggi più straordinari del Mediterraneo e corre dentro la città. In una sola esperienza vive ciò che normalmente richiederebbe settimane di vacanza. E soprattutto lo racconta, perché l’atleta IRONMAN non è uno spettatore, è un vero e proprio ambasciatore. 

Le immagini che porta a casa, le fotografie che pubblica, le relazioni che costruisce valgono più di molte campagne di marketing tradizionale. La seconda ragione è economica. Qui bisogna essere molto chiari: le città non vivono di slogan. Ma vivono di persone che arrivano, soggiornano, consumano, ritornano. In questi giorni Alghero sta vivendo una pressione paragonabile alla settimana di ferragosto. Alberghi, appartamenti, ristoranti, bar, taxi, noleggi, attività commerciali a pieno regime. Famiglie, accompagnatori, tecnici, staff e atleti che restano sul territorio diversi giorni. Stiamo parlando di un investimento che sta generando economia reale. La differenza tra una città che subisce la stagionalità e una città che la governa è tutta qui. Ma la terza ragione è quella che conta davvero, ed è anche quella di cui si parla meno, ma che per me è in cima ai miei pensieri. IRONMAN è stato pensato soprattutto per chi vive qui. Per i nostri ragazzi, per i nostri figli. Perché una comunità educa attraverso gli esempi che rende visibili. Domenica migliaia di persone mostreranno che la disciplina, il sacrificio, la costanza, la cura del proprio corpo e della propria mente non sono parole astratte ma comportamenti concreti e possibili. 

Un bambino che vede passare migliaia di atleti non assiste soltanto a una gara, assiste alla dimostrazione pratica che esiste un modo diverso di vivere. Più sano, più consapevole, più ambizioso. Se anche una piccola parte delle nuove generazioni sarà influenzata da questo esempio, il valore dell’evento sarà immensamente superiore a qualsiasi ritorno economico. Per questo, alla domanda "che cosa deve fare Alghero da grande?", la mia risposta è sempre la stessa: "Alghero deve diventare la capitale mediterranea dello sport outdoor e della qualità della vita". Non perché è uno slogan efficace, ma perché dimostra di possedere gli ingredienti necessari. Un mare straordinario, un clima unico, paesaggi che il mondo ci invidia. Una dimensione urbana ideale, una rete di impianti sportivi in crescita ed una vocazione naturale al movimento, al benessere e alla vita all’aria aperta. Le grandi città del futuro non vinceranno soltanto sulla quantità delle infrastrutture, vinceranno sulla qualità della vita che saranno capaci di offrire. E in questa partita Alghero parte con un vantaggio competitivo enorme. Per questo considero IRONMAN molto più di una manifestazione sportiva, ma una dichiarazione di identità, un marchio di qualità identificativo. È il modo con cui diciamo al mondo chi vogliamo diventare e, soprattutto, il modo con cui iniziamo a farci strada.

*assessore alla Programmazione Alghero
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