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Marco Di Gangi 11:21
L'opinione di Marco Di Gangi
Diritto alla casa, una direzione chiara


L’approvazione alla Camera dei Deputati del Decreto Legge contenente le nuove Disposizioni urgenti per il Piano Casa rappresenta un segnale politico estremamente importante e conferma ancora una volta la volontà del Governo guidato da Giorgia Meloni di affrontare con strumenti concreti uno dei temi sociali più delicati degli ultimi anni: il diritto alla casa. Il provvedimento punta a rendere disponibili nell’arco del prossimo decennio circa 100 mila alloggi, attraverso il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, il rafforzamento dell’edilizia sociale e il coinvolgimento di investimenti privati destinati alla realizzazione di abitazioni a canone calmierato. Particolarmente significativo è l’obiettivo di recuperare oltre 60 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnabili, insieme a una programmazione finanziaria che potrà mobilitare fino a 10 miliardi di euro entro il 2034. Si tratta di un intervento strutturale che offre finalmente una risposta concreta a migliaia di famiglie, giovani coppie, lavoratori e cittadini che in tutta Italia vivono crescenti difficoltà nell’accesso ad una casa. Ma questa riflessione riguarda molto da vicino anche la Sardegna.

Da tempo nella nostra Isola il tema abitativo viene affrontato spesso con un approccio ideologico che individua nel turismo, nelle locazioni brevi e nella ricettività extralberghiera il principale responsabile dell’aumento delle difficoltà nell’accesso alla casa, soprattutto nelle principali destinazioni turistiche. Si tratta di una lettura semplicistica e profondamente sbagliata.
Il problema abitativo in Sardegna nasce infatti da criticità molto più profonde e strutturali: insufficienza di edilizia residenziale pubblica, patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato o degradato, carenza di investimenti nell’housing sociale, ritardi nella pianificazione urbanistica e assenza, per troppi anni, di una strategia regionale realmente efficace.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento che troppo spesso viene ignorato nel dibattito pubblico: molti proprietari privati oggi rinunciano ad immettere i propri immobili nel mercato delle locazioni ordinarie perché il sistema vigente non garantisce adeguate tutele in caso di morosità, rende estremamente lunghi e complessi i tempi di recupero degli immobili e genera una diffusa percezione di insicurezza contrattuale. Una criticità che inevitabilmente orienta molti proprietari verso formule alternative e più flessibili di utilizzo degli immobili. Per questo il nuovo Piano Casa del Governo offre anche alla Sardegna una straordinaria opportunità che non può essere sprecata.

Occorre innanzitutto che AREA Sardegna acceleri immediatamente il completamento degli interventi di edilizia residenziale pubblica oggi fermi in numerosi territori dell’Isola, recuperi rapidamente gli immobili oggi inutilizzabili e attivi tutte le risorse disponibili per dare risposte concrete alle migliaia di famiglie in graduatoria. Penso, ad esempio, alle criticità che interessano territori come Alghero, ma situazioni analoghe esistono in molte altre realtà urbane della Sardegna dove numerosi alloggi pubblici attendono da anni manutenzioni, ristrutturazioni o la conclusione di procedure burocratiche che ne impediscono l’assegnazione.

Parallelamente, Comuni e Regione devono aprire una riflessione seria sul fabbisogno abitativo reale, sulla necessità di favorire edilizia convenzionata, programmi di rigenerazione urbana e strumenti innovativi di housing sociale. Dobbiamo uscire definitivamente da una narrazione sbagliata che mette in contrapposizione turismo e diritto alla casa. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia sarda e non può diventare il capro espiatorio dietro cui nascondere decenni di ritardi nelle politiche abitative. Il diritto alla casa si tutela con investimenti, programmazione, recupero del patrimonio pubblico, nuove politiche urbanistiche e strumenti moderni di edilizia sociale. Ancora una volta il Governo nazionale sta indicando una direzione chiara e concreta. Adesso spetta alla Sardegna dimostrare di essere pronta a fare la propria parte.

*Responsabile regionale Dipartimento Turismo
Fratelli d’Italia Sardegna
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