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Porto Torres 24notiziesardegnaCulturaArcheologia › Nuove scoperte nello scavo di Geridu
S.A. 20:52
Nuove scoperte nello scavo di Geridu
Le ricerche in corso sono mirate all’interno del perimetro murario di un’abitazione incendiata attorno al 1350 e hanno messo in luce fasi abitative precedenti, con strutture murarie databili al Duecento


SORSO - Il sito del villaggio medievale di Geridu, nelle campagne di Sorso, è stato teatro di nuove, importanti scoperte grazie a una nuova fase di scavi che si è svolta nel mese di giugno. Geridu si è confermato essere il sito pilota per la comprensione del Medioevo rurale sardo, con l’uso dell’archeologia, la cui lente d’ingrandimento permette di esplorare infiniti aspetti della comunità a forte base agro-pastorale, che lo abitava. Gli scavi si svolgono nel contesto di lavori per la realizzazione della nuova recinzione del sito archeologico, di misure di valorizzazione e di un impianto di videosorveglianza.I risultati sono stati presentati questa mattina, nel sito di Geridu, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Marco Milanese (Ordinario di Archeologia – Università di Sassari, Direttore di scavo), Gabriella Gasperetti (Funzionaria Soprintendenza SABAP Sassari e Nuoro), Fabrizio Demelas (Sindaco della Città di Sorso), Federico Basciu (Assessore alla Cultura – Città di Sorso), Justin Leid Wenger Università Stanford, professore di Archeologia, che collabora con Marco Milanese assieme a tre dottorandi.

Le ricerche in corso sono mirate all’interno del perimetro murario di un’abitazione incendiata attorno al 1350 e hanno messo in luce fasi abitative precedenti, con strutture murarie databili al Duecento. Approfondendo ulteriormente lo scavo, gli archeologi hanno identificato un’occupazione dell’area databile a piena età giudicale (XI-XII secolo), con la muratura di un’abitazione ancora più antica probabilmente di età giudicale o altomedievale. Il professor Marco Milanese, ordinario di Archeologia all’Università di Sassari e direttore dello scavo, ha dichiarato: "Si tratta dello straordinario ritrovamento di tre abitazioni medievali sovrapposte l’una all’altra nel medesimo spazio che testimoniano che per almeno trecento anni (dal 1000-1100 al 1350) le case del villaggio sono state costruite, vissute, demolite e ricostruite sempre nel medesimo areale".

«Innanzitutto, ringrazio la Soprintendenza, l’Università di Sassari e, in particolare, il professor Marco Milanese, i suoi collaboratori e i suoi studenti, per il lavoro che portano avanti ormai da decenni su Geridu – ha sottolineato il sindaco di Sorso Fabrizio Demelas - È soprattutto grazie a loro se oggi questo sito riveste un’importanza così rilevante dal punto di vista scientifico, storico e archeologico.Le evidenze emerse dagli scavi del mese scorso confermano che questo luogo custodisce una storia lunga almeno tre secoli e che le sue origini potrebbero spingersi ancora più indietro nel tempo, restituendoci un quadro di straordinaria continuità insediativa. Lo raccontano le abitazioni, ricostruite nel medesimo luogo attraverso i secoli, e i luoghi di culto, con la chiesa gotica medievale di Sant’Andrìa edificata in sostituzione della precedente chiesa romanica». Gli scavi proseguono anche nell’area della chiesa di Sant’Andrìa (la parrocchiale di Geridu) e confermano la planimetria della grande chiesa gotica medievale, un edificio proporzionato al numero di abitanti (circa 1500) stimabile attorno al 1320. Emergono le strutture del campanile quadrato, le tracce della pavimentazione del transetto e della navata, della demolizione della chiesa avvenuta nell’Ottocento per recuperare i grandi blocchi calcarei e riutilizzarli nella nuova parrocchiale di San Pantaleo a Sorso.

Si trovano anche i resti della chiesa romanica di Geridu dell’XI secolo (d’età giudicale), che venne demolita, anche perché ormai diventata insufficiente, per realizzarne una più grande in stile gotico. Con l’auspicabile prosecuzione degli scavi si spera di identificare forma e dimensioni di questa chiesa romanica più antica (ma che si crede non essere stata la chiesa più antica di Geridu, in quanto probabilmente preceduta da una altomedievale). Come una matrioska il sito di Geridu, per la prima volta in Sardegna, permette di leggere il Medioevo rurale di una comunità dell’Isola nel suo divenire e nelle sue trasformazioni; per secoli, nei medesimi spazi hanno continuato a esistere le abitazioni e una chiesa che ha accompagnato, dal romanico al gotico, la crescita della comunità del villaggio, che dal Mille al 1300 visse una lunga fase di benessere economico e apertura ai commerci: ne è conseguito un perfetto inserimento nelle relazioni mediterranee, prima delle grandi crisi trecentesche, in particolare dovute alla feudalità introdotta con la dominazione catalano -aragonese, alle guerre e ai diversi incendi che subì il villaggio attorno al 1350.

Nella foto: Marco Milanese
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