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Cor 19:29
« La sostenibilità non si costruisce moltiplicando i divieti»
Marco Di Gangi (FdI Sardegna) sulle difficoltà della nautica da diporto nella costa di Alghero a seguito delle restrizioni di varia natura che incidono sulla libera fruibilità del mare: «La tutela del mare non può tradursi nell’espulsione della nautica da diporto»


ALGHERO - «La tutela dell’ambiente marino rappresenta un valore imprescindibile e costituisce un obiettivo che tutti condividiamo. Proprio per questo è necessario che le misure di protezione siano fondate su criteri di proporzionalità, ragionevolezza e sostenibilità, affinché la salvaguardia degli ecosistemi possa conciliarsi con la fruizione responsabile del mare e con lo sviluppo di una delle principali risorse economiche e turistiche della Sardegna: la nautica da diporto. L’Area Marina Protetta "Capo Caccia – Isola Piana" tutela un patrimonio naturalistico di straordinario pregio, esteso su circa 2.600 ettari di superficie marina e articolato in aree sottoposte a diversi livelli di protezione. Si tratta di un patrimonio di eccezionale valore ambientale e paesaggistico, che costituisce un elemento qualificante dell’identità e dell’offerta turistica del territorio. Proprio per questo le misure di tutela devono essere non solo efficaci sotto il profilo della conservazione, ma anche proporzionate, sostenibili, supportate da evidenze scientifiche e condivise con le comunità e gli operatori che vivono e lavorano nel territorio».

Lo dichiara Marco Di Gangi, Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, intervenendo sul crescente disagio manifestato dai diportisti che frequentano il golfo di Alghero. «Da settimane raccogliamo le segnalazioni di cittadini, operatori e turisti che descrivono una situazione sempre più difficile. Uscire in barca, che dovrebbe rappresentare un momento di svago e di libertà, è diventato per molti un’esperienza caratterizzata da continue preoccupazioni: divieti, ordinanze, zone interdette, campi boe, limiti di ancoraggio e norme spesso di non immediata interpretazione hanno generato un diffuso senso di disorientamento». Si segnala inoltre come il divieto di navigazione e di ancoraggio nel ridosso della base di Poglina, storicamente utilizzata come riparo sicuro dal maestrale a sud di Alghero, abbia ulteriormente inciso sulla disponibilità di aree di sosta e di sicurezza per la nautica da diporto, contribuendo alla progressiva riduzione degli spazi liberamente fruibili lungo il litorale. «Non è solo una questione di restrizioni. È l’effetto complessivo del sistema ad aver prodotto un clima di incertezza. Molti diportisti non riescono più a comprendere con chiarezza dove sia possibile navigare, sostare o ancorare senza rischiare di incorrere in violazioni. Questa situazione finisce inevitabilmente per scoraggiare la fruizione del mare».

Secondo Di Gangi, uno degli elementi di maggiore criticità è rappresentato dalla gestione dei campi boe.
«La loro collocazione, soprattutto nelle aree esterne all’Area Marina Protetta, ha determinato una significativa riduzione degli spazi liberamente utilizzabili dalle imbarcazioni. Ne è derivata una concentrazione sempre maggiore delle barche nelle poche zone rimaste disponibili, con inevitabili problemi di affollamento proprio nei tratti di costa che offrono riparo dai venti predominanti».
«Il paradosso è evidente: strumenti introdotti con finalità di tutela ambientale finiscono, in alcuni casi, per produrre una concentrazione della pressione antropica anziché distribuirla in modo più equilibrato.» Di Gangi richiama quindi l’attenzione sulle ricadute economiche. «La nautica da diporto non rappresenta un’attività marginale. È uno dei pilastri dell’offerta turistica della Riviera del Corallo e genera un indotto rilevantissimo che coinvolge porti turistici, cantieri nautici, noleggiatori, diving center, ristoranti, pubblici esercizi, commercio, manutenzioni, servizi tecnici e professionali. Migliaia di famiglie vivono, direttamente o indirettamente, grazie a questo comparto». «Solo tra Alghero, Fertilia, Porto Conte e Tramariglio sono presenti stabilmente migliaia di imbarcazioni da diporto. È quindi del tutto prevedibile che, riducendo progressivamente gli spazi realmente fruibili, aumentino inevitabilmente le criticità e il disagio». Per il Responsabile del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna è necessario aprire una fase di confronto.

«Occorre superare una visione che sembra considerare il diportista prevalentemente come un problema da limitare, anziché come un alleato nella tutela del mare. La sostenibilità non si costruisce moltiplicando i divieti, ma attraverso regole condivise, informazione, responsabilizzazione degli utenti, controlli efficaci contro i comportamenti realmente dannosi e una pianificazione basata su dati scientifici e sull’ascolto dei territori». «La Sardegna possiede uno dei patrimoni costieri più straordinari del Mediterraneo. Proprio per questo dobbiamo essere capaci di coniugare tutela ambientale, diritto alla fruizione del mare e sviluppo economico. Questi obiettivi non sono alternativi: possono e devono convivere.» «Per queste ragioni ho proposto l’avvio di un tavolo tecnico-istituzionale tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Alghero, l’Ente gestore dell’Area Marina Protetta e le rappresentanze maggiormente rappresentative del comparto nautico, turistico e delle comunità locali. Quando una regolamentazione genera un diffuso malcontento e produce conseguenze economiche rilevanti, il confronto non rappresenta un arretramento nella tutela ambientale, ma un atto di buona amministrazione». «Difendere il mare significa proteggerne gli ecosistemi, ma anche consentire ai cittadini e ai turisti di viverlo responsabilmente. Se si perde questo equilibrio, il rischio è duplice: compromettere una parte importante dell’economia turistica e alimentare un crescente distacco dei cittadini dalle politiche di tutela ambientale. Sarebbe una sconfitta per tutti».
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25/7/2026
Sono state installate passerelle accessibili, sedie JOB per la balneazione assistita, solarium dedicati e ulteriori attrezzature per abbattere le barriere e offrire a cittadini e visitatori la possibilità di godere del mare in condizioni di maggiore sicurezza e comfort



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