«Ho servito mettendo al primo posto l´interesse dei sardi - ha precisato il Governatore con orgoglio - e credo di servire il loro interesse anche oggi con questa decisione»
CAGLIARI - Un fulmine a ciel sereno. Le
dimissioni del Governatore della Regione Sardegna aprono le porte di una nuova stagione politica non solo in regione. Se Renato Soru non dovesse ritirarle, entro febbraio saranno indette nuove elezioni, e paradossalmente, l'unico candidato ufficiale rimane ancora Renato Soru, che anche davanti ai consiglieri di minoranza festosi, ha precisato non essere l'ultimo giorno della sua esperienza politica. «Intendo andare avanti ed è per questo che prendo questa decisione», ha sottolineato in aula.
Centrodestra contento e spiazzato, sul tavolo rimangono infatti i nodi sul candidato. Anche il comune di Cagliari è in piena crisi, col sindaco Floris (il più accreditato candidato alla presidenza del Pdl), che già da giorni minaccia dimissioni in aperta guerra con la maggioranza. Ad Alghero poi regna l'incertezza. Con Marco Tedde prossimo alla candidatura per un posto da consigliere in Viale Trento, la situazione viene a complicarsi maledettamente. Novanta giorni di tempo diventano una vera e propria corsa ad ostacoli anche in prospettiva amministrative, con entrambi gli schieramenti alla ricerca del leader da presentare agli algheresi.
«Ho servito mettendo al primo posto l'interesse dei sardi - ha precisato il Governatore con orgoglio - e credo di servire il loro interesse anche oggi con questa decisione». «Voglio mantenere salda la mia chiarezza - ha detto ancora il Presidente - i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me». I prossimi giorni li utilizzeremo per analizzare situazione, ha tenuto a precisare Soru, ma probabilmente già da oggi saranno tutti partiti politici a sedersi sul tavolo, alla disperata ricerca di soluzioni in grado di non farsi trovare spiazzati. Vada come vada, le elezioni sono alle porte e i contrasti interni alle coalizioni, hanno tutti una madre comune, le urne.
Nella foto il Governatore Renato Soru
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