A Cagliari l’Assemblea Costituente della Sinistra in Sardegna. Forte preoccupazione per la condizione del bilancio comunale della città
ALGHERO - Si è tenuta nei giorni scorsi a Cagliari nella sala dell‘ex Lazzaretto di Sant’Elia, l’Assemblea Costituente della Sinistra in Sardegna. All'assise hanno partecipato il Coordinatore nazionale di Sinistra democratica Claudio Fava e i promotori della Costituente Giuliano Giuliani e Moni Ovadia, oltre ad un elevato numero di delegati, anche del coordinamento algherese di Sinistra democratica, dai quali è emersa la determinazione di riconquistare lo spazio politico e i consensi elettorali persi dopo la dura sconfitta di Aprile.
Il 13 dicembre si terrà a Roma l'Assemblea Nazionale, punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una consultazione di massa attorno ad una carta di intenti, un nome, un simbolo, regole condivise. La Sinistra, dunque, ritorna in campo, perseguendo il progetto di ricostituirsi quale soggetto politico forte e coeso nel paese, di riproporre con forza i valori della giustizia sociale e della uguaglianza così come sancita dalla nostra Costituzione, fortemente compromessi da anni di politiche di destra, liberiste e antipopolari.
«In una fase di grave crisi economica, che alimenta nuove dipendenze sociali e povertà diffuse - precisano - l’assenza della sinistra dal parlamento nazionale, determina un vuoto politico-programmatico, che non può essere colmato né all’attuale maggioranza di governo né dai partiti dell’opposizione, incapaci di promuovere decise misure redistributive e di tutela del lavoro che facciano ripartire la domanda interna e i consumi delle famiglie. In Sardegna, alla crisi economica, che vede nell’attacco alla chimica e in una incipiente deindustrializzazione delle zone interne, i suoi aspetti più preoccupanti, si è aggiunta, da qualche giorno, una delicata crisi politica, a causa delle dimissioni di Renato Soru».
«L’augurio, nell’interesse di tutti i sardi, è che la crisi sia superata al più presto, così da concludere una legislatura di straordinario valore politico, per certi versi storica, che ha portato la Sardegna alla ribalta nazionale ed internazionale. Per poter proseguire nella strada iniziata nel 2004 - precisa Sinistra democratica - è necessario riproporre una coalizione di centro-sinistra che trovi compattezza intorno ad alcune chiare linee guida programmatiche, persuadendo, in particolare, gli elettori sardi, che le scorciatoie basate sulla speculazione edilizia e sul consumo di territorio che certamente proporrà la destra del metro-cubo in campagna elettorale, non producono benessere reale e uno sviluppo duraturo e sostenibile».
«Forte preoccupazione desta, inoltre, la condizione del bilancio comunale della nostra città, in aria di dissesto finanziario, alle prese con una gestione esternalizzata della riscossione dei tributi di competenza, assolutamente superficiale se non peggio, e conseguenza di un nefasto approccio “ideologico”, secondo il quale tutto ciò che è gestito dal privato funziona meglio ed è più efficiente di una gestione pubblica. Alla quale - scrivono da Sinistra democratica - va aggiunta l'altrettanto ideologica prassi di utiizzo di derivati finanziari, con i quale anche il Comune di Alghero si è indebitato e di cui potremo pagare pesanti conseguenze in futuro».
Una sinistra forte serve anche per contrastare questi dannosi luoghi comuni liberisti privi di alcun fondamento reale. A tal fine, è imprescindibile la realizzazione di una lista unitaria della sinistra algherese, anche in previsione delle paventate elezioni comunali, conseguenza delle possibili dimissioni del “Sindaco del 65%”, al quale, evidentemente, delle condizioni in cui versa la sua città, interessa poco.
Nella foto l'avvocato Francesco Carboni del coordinamento cittadino di Sinistra democratica
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