Manifestazione a Sassari organizzata dall’associazione Gioventù Cristiana. Il corteo, partito intorno alle 20 da piazza Azuni, ha raggiunto in preghiera il piazzale della chiesa di Santa Maria di Betlem
SASSARI - Si è conclusa con un duro intervento di Pietro Serra, la fiaccolata per la vita indetta dall’associazione Gioventù Cristiana a Sassari. Il corteo, partito intorno alle 20 da piazza Azuni, ha raggiunto in preghiera il piazzale della chiesa di Santa Maria di Betlem, gremita da decine di fedeli giunti apposta dalle varie Parrocchie della diocesi per ribadire la propria contrarietà ad ogni forma di eutanasia. Presenti insieme al gruppo promotore anche Titti Pinna e la sorella Maria Margherita che pur non prendendo parola pubblicamente, hanno testimoniato con la preghiera la loro vicinanza a questa manifestazione religiosa.
L’intervento finale di Serra è stato preceduto da quello di Vincenzo Mangione che ha letto nel piazzale i messaggi recapitati all’organizzazione da parte del professor Massimo Introvigne direttore del Cesnur e da parte di padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. In entrambe i messaggi si mostrava la loro partecipazione all’evento attestando la stima per quanto il movimento giovanile sassarese stava compiendo.
Il dirigente del gruppo a termine fiaccolata, ha ricordato la figura di San Massimiliano Kolbe, ricordando come a quasi 70 anni di distanza la storia si sia ripetuta col caso di Eluana Englaro «essendo stati privati entrambe dell’alimentazione e dell’idratazione» e proseguendo ha concluso «staccare questi fattori necessari alla sopravvivenza del corpo umano è una barbarie. Questi vanno assicurati anche nell’ambito delle cure palliative di cui ha diritto il malato terminale».
Nella foto un momento della manifestazione di Sassari
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