La nuova associazione fondata da Renato Soru per riorganizzare i suoi sostenitori non nasce come corrente del Pd. Almeno duemila persone a Sanluri per il battesimo. "Lavoriamo insieme e ognuno faccia la sua parte"
SANLURI - La nuova associazione "Sardegna democratica" fondata da Renato Soru per riorganizzare i suoi sostenitori non nasce come corrente del Pd. Lo ha assicurato lo stesso ex presidente della Regione parlando da Sanluri, davanti a oltre duemila persone che gremivano la sala dell'Hotel Rosy, mentre altre centinaia sono state costrette a rimanere all'esterno.
«Non stiamo parlando di una corrente del Pd - ha spiegato Soru vestito con un gilet scuro e la camicia senza cravatta come durante la campagna elettorale - ma di gente che nella società sarda vuole impegnarsi per il bene comune». Soru, nel ripercorrere i temi più importanti affrontati durante la recente campagna elettorale per le regionali, ha rimarcato l'importanza del ruolo dei partiti nella politica anche se non ha potuto non evidenziare il crescente distacco da parte di molti giovani.
«Se vi iscriveste tutti al Pd - ha detto l'ex presidente della Regione parlando davanti alla folta platea di sostenitori - ne sarei felice come sono stato felice del ritorno di Prodi e del fatto che abbia preso la tessera del partito». Soru ha parlato di un Pd che in campo regionale dovrà essere «fortemente connotato dall'idea di un sardismo diffuso», di un partito che «sappia rappresentare le istanze della Sardegna per il futuro».
«Sardegna democratica deve diventare un serbatoio di idee, il teatro di un confronto politico e la palestra di una nuova classe dirigente del centrosinistra in Sardegna. Non in antitesi o, in prospettiva, egemone rispetto al Pd, ma solo uno strumento per rafforzare la politica delle idee e della partecipazione nel Partito democratico».
Foto d'archivio
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