Il movimento si stacca dal Prc-Se ed è sostenuto da dirigenti regionali, provinciali e dei circoli di base. Obiettivo la promozione di un raccordo unitario e di una lista rappresentativa di tutta la sinistra
CAGLIARI - La riunione della componente di maggioranza del Prc-Se della Sardegna, convocata per valutare le ultime decisioni assunte dalla Direzione Nazionale del partito, non ha dato buoni frutti. La proposta politica avanzata dal partito sardo per la promozione di un raccordo unitario e di una lista rappresentativa di tutta la sinistra è risultata del tutto disattesa nelle decisioni nazionali del partito.
Le stesse prerogative di autonomia politica, formalmente riconosciute al partito sardo dallo statuto, sono state interamente ignorate. Da qui le conseguenti ed inevitabili decisioni assunte dalla maggioranza dei rappresentanti del partito in Sardegna che ha deciso di fondare un nuovo movimento politico, denominato “Rifondazione Sarda per la Sinistra”.
Il Comitato promotore dell’iniziativa è sostenuto fra gli altri da: Michele Piras (segretario regionale), Luigi Cogodi (presidente del Comitato politico regionale e componente della Direzione Nazionale), Luciano Uras (consigliere regionale e presidente del gruppo unitario “Comunisti-La Sinistra Sarda -Rosso Mori”), Romina Congera (già assessore regionale al Lavoro), Alessandro Vinci (Consigliere provinciale di Oristano), gran parte dei dirigenti regionali, provinciali e dei circoli di base.
Gli aderenti al movimento intendono operare in coerenza e continuità con le posizioni politiche più volte espresse: di impegno per la costruzione dell’unità di tutta la sinistra e di pieno esercizio di una vera autonomia della componente sarda; così come deciso nel Congresso nazionale e regionale del partito; così come chiaramente rappresentato dalla maggioranza del partito sardo in Direzione ed in Comitato Politico Nazionale.
“Rifondazione Sarda per la Sinistra” non ha aderito ad alcuna scissione e neppure propone oggi alcuna divisione di partiti esistenti; semplicemente intende tutelare la sua specifica identità e rifiuta di essere, di fatto, trascinata nella spirale distruttiva ed antistorica della sola unità ritenuta possibile attorno alle tradizionali organizzazioni comuniste.
Lo sviluppo della presente iniziativa verrà valutato in apposita assemblea pubblica regionale che si ipotizza possa svolgersi domenica 19 aprile in località Santa Cristina, Paulilatino.
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