E´ importante e fondamentale modificare la legge statutaria attribuendo al Consiglio delle Autonomie Locali una funzione consultiva “vera” nel procedimento legislativo regionale
ALGHERO - Come anticipato da
Alguer.it, sabato scorso si è svolta a Cagliari, nella bellissima cornice di Palazzo Viceregio, la riunione del Consiglio delle Autonomie locali della Sardegna, presente il Presidente del Consiglio Comunale Antonello Muroni. Il tema del dibattito attualissimo "Dal decentramento alla autonomia, principio di sussidiarietà e istituzione dei consigli delle autonomie locali, un modello di democrazia partecipata", ha avuto come scopo principale di riaprire il dibattito su un tema fondante per l’intero territorio sardo.
E’ stata una giornata di studio e senza dubbio di arricchimento personale - dice il Presidente del C.Comunale Antonello Muroni - dove grazie alla presenza di docenti Universitari e personalità politiche di spicco si sono messe a confronto modelli ed esperienze diverse, infatti la riforma del Titolo V con l’entrata in vigore della legge costituzionale n.3 del 2001 ha profondamente innovato l’assetto dei rapporti tra Stato, Regioni ed Enti Locali, dando uno sviluppo prepotente al principio autonomistico enunciato dall’art.5 della Costituzione, in quanto la Riforma del Titolo V indica quella parte della Costituzione che va dall’art.114 al 133 che è stata oggetto di revisione costituzionale a 2 riprese: tramite la L. cost.1/1999 e la L. cost.3/2001.
Tra le novità più importanti figura la nuova formulazione dell’art.114, che da pari dignità istituzionale a tutti gli enti costitutivi della Repubblica: Stato, Regioni, Provincie, Comuni e città metropolitane portandoli su un piano di parità istituzionale. Il carattere paritario dei livelli di governo della Repubblica deriva dal fatto che lo Stato non è più la sola istituzione politica in cui operano meccanismi di legittimazione elettiva. Siccome i diritti politici si esercitano ad ogni livello di governo, tutti gli organi rappresentativi di tutti i livelli di governo ricevono lo stesso tipo d’investitura politica.
Cuore della riforma sono gli art 117 e 118. L’art.117 rivoluziona l’assetto delle competenze legislative prevedendo 3 liste di materie: una lista di circa 25 in cui soltanto lo Stato può legiferare,una lista di circa 25 in cui lo Stato puo emanare leggi soltanto per definire principi che dovranno essere dettagliati da leggi regionali e , infine una lista “vuota” in cui cioè non vengono elencate materie, ma si dice che tutto ciò che non è enumerato nelle precedenti liste sarà competenza residuale delle regioni.
L’art.118 fa diventare costituzionale il principio di sussidiarietà prevedendo che le funzioni amministrative spettino ai comuni salvo esigenze unitarie, infatti sussidiario è l’intervento che opera in funzione ausiliare e che evoca quindi l’idea di sostegno e di soccorso. Ciò significa che le competenze di ciascun livello di governo devono avere carattere ausiliare, e quindi eccezionale, rispetto alle competenze del livello o dei livelli di governo sottostanti: si attivano perciò solo se ciò è strettamente necessario per dare soddisfazione ad esigenze unitarie, di conseguenza, la sussidiarietà impone che in linea di principio tutte le competenze, sia amministrative che normative, siano riservate agli enti locali minori, salvo non sia assolutamente indispensabile l’azione di governo superiore.
In questo scenario normativo costituzionale, precisa il Presidente del Consiglio Muroni, si inserisce il Consiglio delle Autonomie Locali, previsto dall’art.123 della Costituzione, come organo costituzionalmente necessario di “consultazione” tra la Regione e gli Enti Locali. Il Caso specifico della Regione Sardegna non è soddisfacente, perché l’assetto delle competenze che la legislazione sarda riconosce all’organo di rappresentanza locale e ben al di sotto dello standard medio accolto dalle revisioni statutarie nelle altre regioni italiane. Mentre la maggioranza di queste ultime hanno provveduto ad adeguare i propri statuti attribuendo ai CAL funzioni consultive rafforzate, il legislatore sardo ha optato per un modello consultivo minimale.
Lo dimostra il fatto che la Legge sarda n.10 del 2005: Istituzione del Consiglio delle Autonomie locali e della Conferenza permanente Regioni – Enti Locali, recepisce entrambi i modelli di rappresentanza locale, quello “consiliare” e quello della “conferenza”, ma riconosce poteri sostantivi soltanto alla conferenza permanente regioni-enti locali, poteri sostantivi che però, come tipico del modello “conferenza” si relazionano solo con i poteri della giunta.
In definitiva, conclude Muroni, è importante e fondamentale modificare la legge statutaria attribuendo al CAL una funzione consultiva “vera” nel procedimento legislativo regionale, ma è prioritario, proprio in funzione del Titolo V, la revisione dello Statuto Speciale in senso Federale, dove la partecipazione delle autonomie locali ai processi decisionali dovrà essere determinante e dove la voce dei territori e degli enti locali diventi il “vero contrapeso” di controllo democratico con il conferimento di poteri effettivi, che è oggi l’obiettivo primario ed ineludibile di ogni riforma del diritto pubblico e di tutte le riforme regionali e costituzionali.
Nella foto il Presidente del Consiglio comunale di Alghero Antonello Muroni
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