Si parla di risparmi nel cambio di sede, ma il termine giusto è spreco: Tanti soldi (fondi Fas) buttati a La Maddalena, che sarebbero serviti per ben altri scopi. La decisione di spostare il vertice già nove giorni fa. Cappellacci a Roma dal Premier
LA MADDALENA - L'idea di spostare il vertice dall'Isola, infatti, è sempre stata nella mente del Premier. In principio si temeva potesse essere Napoli, a causa del grave danno d'immagine subito dalla miope politica dei rifiuti, oggi L'Aquila, città terremotata: Ma con la solidarietà questo, non centra davvero niente. Prodi e l'allora governatore Soru avevano scelto La Maddalena proprio per ospitare il G8 e ripagarla di 35 anni dall'ingombrante presenza dei militari americani nella base di Santo Stefano: l'occasione unica di rinascita in termini turistico-economici.
Il sindaco de La Maddalena non crede alle sue orecchie e amareggiato sottolinea come venga persa una vetrina prestigiosa «e con essa centinaia di posti di lavoro stagionali. Ma che governatore è uno che non si fa sentire davanti a una vicenda simile», attacca. «Vorrei che la Corte dei conti si esprimesse. L'Europa ci ha dato dei soldi destinati a determinati scopi, vincolati a impegni precisi, come si legge sulle ordinanze firmate dallo stesso Berlusconi. Adesso quelle spese sono diventate fasulle: chi ne rende conto» chiede, che fine faranno tutti i cantieri.
«Tutta la Sardegna è ferita», contesta il sindaco Comiti, che nei giorni scorsi aveva ricevuto le delegazioni dei paesi attesi per il vertice, dall'India alla Cina e l'Egitto. Quando ieri sera ha incrociato il presidente Cappellacci poi, il colmo: Piena accondiscendenza verso la volontà del premier. Eppure per l'Isola, è evidente, si tratta dell'ennesima disastrosa decisione, difficilmente ripagabile in termini di sviluppo. Prima la morte della chimica, col Governo colpevolmente assente, poi le infrastrutture stradali cancellate dai fondi Cipe per il Mezzogiorno, adesso l'ultimo grande smacco, via il G8.
A livello nazionale, in effetti, sottolineano molti opinionisti e politici, la mossa colpisce nel segno: Solidarietà, aiuto, accondiscendenza. Tutti termini che in un momento di grande dolore, con quasi 300 morti sotto le macerie, contribuiscono a scaldare i cuori. Ma uno Stato prima e un Governo poi, dovrebbero essere in grado di salvaguardare i grandi investimenti che da anni puntano ad un obbiettivo, senza nulla togliere alle emergenze anche più terribili. /
SONDAGGIO /
VIGNETTA
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