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A.B. 19 maggio 2009
Collegamenti navali: L’appello della Fasi
La Federazione delle Associazioni Sarde in Italia interviene sulle problematiche riguardanti la tratta Genova-Porto Torres


PORTO TORRES – Un appello per la salvaguardia del servizio “Tirrenia” Genova–Porto Torres, e delle tariffe sulla corsia preferenziale per gli emigrati. Questo il fulcro della lettera aperta che la “Fasi-Federazione Associazioni Sarde in Italia”-“Eurotarget”, ha inviato al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, a Mauro Pili della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ed all’amministratore delegato della Tirrenia Franco Pecorini.

La Fasi, con i suoi settanta circoli associati ed i suoi diciannovemila iscritti, in rappresentanza di trecentomila sardi residenti nella Penisola e dalle loro famiglie, esprime preoccupazione per la situazione della Tirrenia. In particolare, chiede che fino a quando continuerà il servizio per la Sardegna, sia garantita la tratta Genova–Porto Torres, spina dorsale del trasporto Europa-nord Italia-Sardegna e linea utilizzata principalmente dagli emigrati di tutte le regioni del Nord e dei paesi europei (tra Francia, Svizzera, Belgio, Germania ed Olanda ci sono circa centomila sardi iscritti all’Aire). In pratica, un servizio di alto valore sociale.

La Federazione dei circoli sardi in Italia, dalle storiche mobilitazioni tra il 1976 ed il 1978 nel porto di Genova, ha seguito sempre con attenzione la questione cruciale dei trasporti. I circoli dei sardi, per trenta anni, hanno istituito nelle loro sedi un servizio fondamentale di bigliettazione (rivolto non solo agli iscritti, ma “erga omnes”) ed hanno emesso, tramite un’agenzia di riferimento, centinaia di migliaia di biglietti. Nell’ambito di questo servizio, il sottosegretario ai trasporti Giovanni Nonne e l’amministratore Pecorini fecero un accordo per l’istituzione della “Corsia preferenziale per gli emigrati sardi”. L’accordo assegnava un numero minimo di passaggi, cabine e posti auto, ad una tariffa agevolata, per far fronte alle emergenze che si presentavano in alcuni giorni dell’anno, in particolare per quei lavoratori che godevano delle ferie in giorni obbligati. Questa Corsia preferenziale, sia pure con numeri ridotti (in trenta anni le cose sono cambiate per via della concorrenza e per i cambiamenti strutturali nella composizione sociale dell’emigrazione), si è mantenuta fino ai giorni nostri. La Fasi chiede quindi che venga conservata questa conquista storica, i cui costi oggi sono molto bassi (ma l’effetto psicologico per la bigliettazione nei circoli è ancora grande).

Infine nella prospettiva della privatizzazione, la Federazione chiede che, nelle condizioni che il Governo porrà, si tenga conto del recupero delle condizioni di svantaggio, oggi sancite nel nuovo ordinamento federale, con l’introduzione del riconoscimento dell’insularità, a livello teorico di principio riconosciuto dalla Comunità europea e per la prima volta accolto dallo Stato italiano, in una legge costituzionale.
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