All’interno dei Ds è fondamentale la ricerca del rinnovamento dei metodi e dei quadri nel partito per mantenere la libertà di pensiero e favorire la partecipazione e la militanza
Capita talvolta che si apra bocca non per parlare , ma per far vento e con la calura di questi giorni non è male. Tore Marrosu e la “folta” schiera di persone che rappresenta dentro e fuori il partito, con questi presupposti, non si appresta a fare, nel congresso, una discussione alta e straordinaria, come sarebbe utile, ma stia tranquillo, non abbiamo portato nessuna azione per spaventare alcuno, si è fatto ciò che era possibile per rivendicare dignità per chi dirigente lo è diventato col lavoro politico svolto per anni e col consenso , se permette, che si è ricevuti nelle consultazioni elettorali.
Se Marrosu non lo ha capito, rivendicare il rinnovamento dei metodi e dei quadri nel partito, significa mantenere la libertà di pensiero, favorire la partecipazione e la militanza, non subire imposizioni ed arroganze, che sono figlie di metodi e comportamenti del vecchio centralismo.
Non abbiamo mai rinunciato al confronto, altri lo hanno soffocato o eluso, cercando di escludere i compagni che, liberi da lacci e lacciuoli, non sono vincolabili a volontà altrui se non a quelli della sintesi politica.
Attendiamo il responso della Commissione Federale dei Garanti con serenità e fiducia, non perché ci può esser più favorevole, ma perché è quella deputata a decidere, ed è davvero singolare la democrazia che rivendica Marrosu, e cioè quella di esser giudice di se stesso e degli altri.
Qualunque sia l’esito della decisione, siamo spiacenti doverti garantire, nonostante l’esplicito invito, che non faremo come tanti compagni nel passato e non essendo spaventati neanche noi, resteremo nel partito, nelle sezioni e continueremo a muoverci cercando per alleati, chi vorrà spendersi in difesa della democrazia interna rimettendo al centro dell’azione politica del partito i temi della tutela dell’interesse generale dei cittadini, non altro.
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