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L.P. 7 settembre 2009
Centro antifumo, basta alla sigaretta
IL Centro antifumo del Servizio dipendenze dell’Asl di Sassari a San Camillo tira le prime somme dell’attività terapeutica iniziata lo scorso 9 marzo


SASSARI - Delle 46 richieste di terapia sono 19 i pazienti che hanno portato avanti il percorso terapeutico, 12 con incontri di terapia di gruppo e 7 di terapia individuale.

Per gli utenti seguiti in terapia di gruppo (iniziata il 18 maggio e conclusa il 22 giugno) 8 hanno smesso di fumare (esito positivo del 66,6 per cento), 3 hanno interrotto il trattamento (abbandono o drop out pari al 25 per cento) e 1 lo ha ultimato, riuscendo a diminuire il numero di sigarette fumate. Per i sette pazienti in terapia individuale invece, 3 hanno smesso di fumare, 3 sono ancora in fase di valutazione mentre 1 ha interrotto il trattamento.

Il numero complessivo di abbandoni del percorso terapeutico, a partire dal primo contatto telefonico alla conclusione dell’iter di valutazione, è stato di 27 utenti su 46 contatti telefonici.

«Si tratta di un buon risultato – afferma Danila Grazzini, responsabile del Serd di Sassari – considerato che ci troviamo in una fase di avvio di un nuovo servizio, che deve ancora raccordarsi alla rete, e quindi, ai medici di medicina generale, agli ambulatori specialistici, al privato sociale, e che, al momento attuale, riceve pochi invii. Fondamentale è informare i cittadini della presenza di questo servizio».

L'Unità Funzionale Tematica per il trattamento della dipendenza da tabacco si è rivelata una vera e propria novità sul territorio. È stata creata a marzo scorso, dando seguito alle direttive del Piano delle dipendenze della Regione Sardegna che prevede l'attivazione di unità funzionali tematiche sul tabagismo nelle Asl.

Al suo interno lavora un’équipe composta da più professionisti e della quale fanno parte un medico, uno psicologo, un educatore professionale e due infermieri che seguono i pazienti in tutte le fasi: dall’accesso alla struttura sino alla conclusione del programma.

«La nostra équipe – riprende Danila Grazzini – ha svolto un lavoro approfondito di valutazione del paziente tabagista col fine di progettare percorsi terapeutici individualizzati, che tenevano conto della complessità del paziente; percorsi sia individuali, che di gruppo, eventualmente integrati con terapia farmacologica».

L'approccio al paziente tabagista quindi è di tipo multiprofessionale e prevede, pertanto, un iter valutativo che comprende, colloquio di accoglienza, valutazione psicologica e valutazione medica.
«Pensiamo che nel futuro – afferma la responsabile del Serd – si possa costruire una rete di servizi sanitari e che si possa garantire una maggiore offerta per i cittadini tabagisti».
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