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Red 24 novembre 2009
Carcere Alghero sul tavolo di Alfano
Dettagliata interrogazione sulle condizioni in cui versa la struttura penitenziaria di Alghero, presentata al Ministro della Giustizia dall´onorevole sassarese del Partito democratico Guido Melis


ALGHERO - Il Carcere circondariale di Alghero, come gran parte degli istituti penitenziari sardi, versa in condizioni critiche, specialmente per le gravi deficienze che vi si riscontrano nel personale addetto, in particolare, oltre che negli educatori e negli pscicologi, in quello della Polizia penitenziaria. A scrivere al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo le lamentele dei sindacati di polizia penitenziaria, è l'onorevole sassarese Guido Melis, che lunedì ha presentato una dettagliata interrogazione in Parlamento.

Il 14 luglio 2009 nel carcere si è verificato il suicidio del detenuto Eugenio La Ferla, 32 anni, di Vibo Valentia, Calabria, arrestato poco tempo prima dalla Polizia di Sassari all'interno di un'inchiesta su un traffico internazionale di droga - ricorda Melis - al momento in attesa di giudizio, impiccatosi legando un lenzuolo alle grate della cella senza che nessuno abbia potuto impedirlo;

Nel 1998 - sottolinea l'onorevole del partito democratico - quando fu aperto l’Istituto, esistevano tre sole sezioni detentive aperte con la presenza di 90 detenuti e 110 unità di personale; oggi, data la rilevanza via via assunta dal carcere, esistono 7 sezioni, con 235 detenuti e appena 77 unità di personale. «Con questo organico ridotto occorre farsi carico della sorveglianza ma anche, contemporaneamente, delle attività trattamentali necessarie per stemperare un po’ la tensione: corsi scolastici (scuola alberghiera), corsi di falegnameria, biblioteca, panetteria e tipografia; inoltre delle visite ospedaliere e naturalmente delle traduzioni in tribunale».

Secondo Guido Melis, è urgente procedere alla rideterminazione della pianta organica, e comunque all’attuazione immediata di quella vigente, e ciò per evidenti ragioni connesse con il buon svolgimento del servizio e con l’effettuazione se non a livelli ottimali per lo meno a livelli ordinari delle funzioni di custodia. Melis chiede al Ministro Alfano di provvedere, con gli opportuni provvedimenti immediati, ad assicurare l’attuazione dell’organico vigente e altresì di provvedere al suo allargamento onde corrispondere alle accresciute esigenze dell’Istituto.

Nella foto: Guido Melis
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