Manifestazione prevista sabato 13 marzo a Sassari (e a Cagliari), a partire dalle 15,30, in contemporanea con tutte le piazze d´Italia. Prevista una forte adesione dopo le vicende politiche che infiammano i cittadini
SASSARI - L'approvazione del decreto salva-liste sancisce che chi è al potere può infischiarsene delle norme; il cosiddetto “legittimo impedimento” garantisce ai potenti la possibilità di non essere giudicati. Quando i partiti adottano leggi che servono ad aggirare le regole fissate dalla Costituzione i cittadini restano privi della garanzia della certezza del diritto. Tutto ciò mentre l'Italia è sconvolta da una serie di scandali che mettono in luce un sistema gelatinoso di politica e affari che, aggirando ogni controllo, mira soltanto agli interessi privati e non certamente al bene pubblico.
Sono i presupposti da cui nasce la manifestazione indetta da tutti i partiti che si riconoscono nel Centro-sinistra (PD-PSI-PRC-IDV-SEL-PDCI), e prevista per sabato 13 marzo in Piazza d’Italia a Sassari (si unirà alla manifestazione degli insegnanti precari a difesa della scuola pubblica che confluirà in piazza alle 17.30), a partire dalle 15.30, in contemporanea con le grandi manifestazioni annunciate in molte città italiane, prima fra tutte Roma.
I partiti democratici ritengono che sia compito innanzi tutto della politica, e non solo della magistratura, trovare rimedi efficaci alla deriva di violazione sistematica delle regole e di legittimazione del malaffare, a cui stiamo assistendo sotto il governo Berlusconi. «Vogliamo riaffermare con forza la centralità della questione morale e si impegna a proporre nuove norme anticorruzione e un efficace sistema di controlli sulle pubbliche amministrazioni che garantiscano la massima trasparenza», scrivono in una nota congiunta i partiti di opposizione al Governo. «Gli avvenimenti di oggi sono un campanello di allarme rivolto alla politica e ai cittadini per segnalare uno stato di emergenza a cui abbiamo il dovere di reagire, uscendo dallo stato di torpore politico e morale in cui sembra sprofondare la società italiana».
Foto d'archivio
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