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S.A. 13 agosto 2010
Stintino festeggia 125 anni di storia
Ferragosto all´insegna dei festeggiamenti per Stintino che compie 125 anni. Tante le iniziative che animeranno il centro cittadino: dallo spettacolo pirotecnico alla sfilata di gruppo folcloristici


STINTINO - Il 15 agosto per gli stintinesi quest’anno non sarà soltanto Ferragosto, ma sarà anche la festa dei 125 anni di Stintino. Una data che rievoca un momento importante della loro storia, del paese e dei loro antenati. I festeggiamenti per i 125 anni del paese, già iniziati con la manifestazione aerea delle Frecce Tricolori dell’11 luglio scorso, si svolgeranno il 14 e 15 agosto.

Due sono gli avvenimenti importanti da omaggiare: da una parte è il giorno in cui gli asinaresi nel 1885 furono costretti ad abbandonare l’Asinara, per lasciare spazio a un lazzaretto e a una colonia penale a Cala d’Oliva; dall’altra ricorda il giorno in cui gli esuli dall’isola approdarono su quella lingua di terra che poi prese il nome di Stintino.

Gli stintinesi ancora oggi sentono quello “sfratto” con amarezza, visto che sono ancora vivi i malinconici ricordi degli zii e dei nonni che vissero in prima persona l’esilio. Molti, soprattutto le persone più anziane, con fatica hanno cercato di superare quei tragici momenti dell’allontanamento dalle proprie abitazioni e altri hanno continuato ad andare avanti nella speranza di poter tornare a breve nelle loro campagne e nelle loro case sull’isola. Qualcuno presentò anche richiesta di essere sepolto in quei luoghi. Per loro le speranze rimasero sempre tali. Per molti stintinesi gli antenati riposano ancora nel cimitero di Cala d’Oliva.

Per la notte del 14, alle ore 24, l’assessorato al Turismo ha organizzato uno spettacolo pirotecnico sul lungomare Cristoforo Colombo. Nella giornata successiva per tutto il pomeriggio il centro cittadino si animerà con la sfilata di gruppi folcloristici della Sardegna. «Le storie e i ricordi sono il legame tra passato e presente – afferma il sindaco di Stintino Antonio Diana – attraverso le memorie riviviamo le vicende del paese e percepiamo l’evoluzione del paese e del territorio che fino a cinquant’anni fa era solo un piccolo borgo di pescatori oggi è una delle località più rinomate della Sardegna».

«Il territorio – conclude il primo cittadino – tuttora può essere una fonte di ricchezza e sviluppo economico sostenibile con lo straordinario sistema ambientale che circonda Stintino. In 125 anni il nostro paese è cambiato, cresciuto, migliorato ma i valori che portiamo avanti sono gli stessi del 1885».

In una recente ricostruzione della storia di Stintino, realizzata dalla studiosa ligure Annamaria Mariotti e apparsa su una pubblicazione realizzata dal Comune in occasione delle celebrazioni per i 125 anni del paese, si legge che la comunità di Cala d’Oliva nel «1885 contava 45 famiglie con poco più di 200 abitanti. L’isola in totale era composta da 411 abitanti». Quando queste famiglie dovettero lasciare l’Asinara crearono, dietro consiglio dei fratelli sassaresi Salvatore e Cristoforo Murtola, “la comunità dei quarantacinque” che avrebbe gestito l’acquisto di un terreno adatto per la costruzione del paese.

La studiosa di Camogli (all’Asinara vivevano molti camoglini) ricorda che «gli sfrattati dall’Asinara si sistemarono provvisoriamente nei locali della Tonnara Saline, non lontana dal luogo dove poi sarebbe sorto il nuovo paese». Si trattava di un impianto risalente al XVIII secolo e che funzionava nel periodo estivo. Le 45 famiglie trovarono quindi un terreno da acquistare dove costruire un nuovo borgo che avrebbe dovuto chiamarsi Cala Savoia, che invece prese appunto il nome di Stintino.

Con l’intervento del Comune di Sassari il terreno venne diviso in lotti di 400 metri quadrati e ai primi 45 lotti fu assegnato un numero e quindi vennero tirati a sorte tra le 45 famiglie. «Era stato creato un piano regolatore della nascente comunità del tutto nuovo – afferma Annamaria Lilla Mariotti – un paese attraversato da strade perpendicolari, diviso in lotti da distribuire a ciascuna famiglia, caso unico di urbanizzazione in quell’epoca non solo nella storia della Sardegna, ma anche di tutto il continente italiano».
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