«Questa è l’ennesima foglia di fico che Cappellacci usa per nascondere la vergogna, ovvero il disinteresse totale della Regione Sarda sulla “questione Tirrenia” e sul processo di privatizzazione»
ALGHERO - «In questi giorni abbiamo assistito alla “solita” farsa del “servizio Tirrenia” sulle rotte per la Sardegna e al disagio di migliaia di residenti e turisti che si sono avventurati nell’interminabile viaggio, fra l’isola e il continente, su “carrette” pagando prezzi da navi di lusso. Questa situazione di disagio e di “controllo coloniale” noi sardi e la nostra economia la subiamo da oltre mezzo secolo. Il presidente Cappellacci - attacca Claudia Zuncheddu, Consigliera Regionale e Presidente Rossomori - sballottato dai venti eolici, ha dato l’incarico agli avvocati della Regione Sardegna, bontà sua, di costituirsi parte civile contro la Tirrenia per i “danni di immagine subiti dall’isola” in questa occasione».
«Questa è l’ennesima foglia di fico che Cappellacci usa per nascondere la vergogna, ovvero il disinteresse totale della Regione Sarda sulla “questione Tirrenia” e sul processo di privatizzazione, che nelle ultime ore per il Tribunale di Roma si sta trasformando in “insolvenza”. Il presidente, la sua giunta e le forze politiche di centro destra che lo sostengono, si sono “scordati” del fatto che nella privatizzazione della Tirrenia si presentava l’occasione per la Regione di promuovere una cordata imprenditoriale pubblica-privata, per rilevare le rotte Tirrenia per l’isola. Opportunità che invece non è sfuggita alla Regione Sicilia».
«Il caso ha voluto che la partita della “privatizzazione Tirrenia”, si riaprisse senza l’aggiudicazione alla cordata con capofila la Regione Sicilia; quindi oggi la possibilità della creazione di una flotta sarda è nuovamente possibile se si ha la volontà politica di rompere questa dipendenza e di creare una nuova e reale opportunità di sviluppo per l’economia sarda. I tempi per partecipare all’aggiudicazione, dello “spezzatino Tirrenia”, quindi delle rotte per la Sardegna danno la reale possibilità alla Regine Sarda di promuovere una cordata pubblico-privata, secondo le normative europee. Già alcuni imprenditori del settore hanno manifestato interesse. Si deduce che il problema per Cappellacci è soltanto politico», precisa Zuncheddu.
«Deve solo scegliere se applicare la propria “Sovranità” su un settore strategico importantissimo come i trasporti: vitali per ogni nazione e per la propria economia, quindi anche per la “Nazione Sarda”, o continuare ad essere i garanti del colonialismo italiano e internazionale in Sardegna, ignorando totalmente i disagi dei sardi e la loro opportunità nel gestire i propri trasporti marittimi con la creazione della propria flotta: condizione necessaria per tutelare i nostri interessi e garantire ricchezza. Questa - conclude Claudia Zuncheddu - è la sfida di libertà e di sviluppo su cui tutte le forze politiche che hanno realmente a cuore gli interessi della Sardegna sono chiamate a pronunciarsi e ad assumersi le proprie responsabilità».
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