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S.A. 11 marzo 2011
Caso Quirra: il Consiglio è nudo
Consiglio regionale: aula divisa sul caso Quirra; respinti gli ordini del giorno di maggioranza e opposizione sull´approfondimento delle analisi sanitarie ed epidemiologiche


CAGLIARI - Con 23 voti favorevoli, 14 contrari e 11 astenuti (ma senza ottenere la maggioranza richiesta di 25) il Consiglio regionale ha respinto un ordine del giorno presentato dalla maggioranza, primo firmatario Pietro Pittalis (Pdl), «sul grave fenomeno sanitario di neoplasie» nel territorio di Quirra, in particolare nella zona perimetrale della base militare di Capo San Lorenzo.

Il documento voleva impegnare il presidente della Giunta e l'intero esecutivo a «intraprendere tutte le iniziative specifiche» mirate alla prevenzione e alla tutela della salute e che diano una risposta «definitiva e inconfutabile sulla reale situazione di rischio nel poligono di Quirra». A tale scopo, per verificare eventuali correlazioni tra le malattie tumorali e l'attività militare, si intendeva coinvolgere l'Istituto Superiore di Sanità e si voleva far aumentate le risorse a disposizione delle Asl competenti.

Tuttavia, l'assemblea ha anche respinto (22 favorevoli, 22 contrari, 4 astenuti) un ordine del giorno presentato dal centrosinistra, dal Ps d'Az, da Roberto Capelli (Misto) e da Matteo Sanna e Ignazio Artizzu (Udc-Fli). Un centrosinistra diviso che non è andato oltre un pareggio poco produttivo. Pure questo documento intendeva sollecitare la Giunta Cappellacci ad approfondire le analisi «per fare definitiva chiarezza sulle correlazioni tra l'attività del poligono e l'insorgenza di neoplasie tumorali».

I presentatori, però, richiedevano in aggiunta la sospensione precauzionale delle esercitazioni a terra e a mare e del lancio di missili; l'intervento sul Governo per far ridurre le servitù militari in Sardegna e per bonificare le zone teatro di esercitazioni; l'ottenimento dallo Stato degli indennizzi compensativi per le occasioni di sviluppo alternativo negate alle popolazioni locali. Le due parti politiche non sono riuscite, dunque, a far passare nemmeno un ordine del giorno che avesse l'obiettivo collettivo di far chiarezza su Quirra, per sostenere e dare linee d'azioni più certe agli amministratori e i cittadini di quel territorio. Una partita, in consiglio, senza vinti ne vincitori, anzi restano solo i primi.
Commenti
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