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Red 10 febbraio 2005
Abusi edilizi a Medau su Cramu, che cosa si aspetta per intervenire?
Deliberi: « Si è appreso dai mezzi di informazione in diverse occasioni che il sindaco di Cagliari Emilio Floris, grazie all´ultimo ennesimo vergognoso quanto controproducente condono edilizio promosso dal Governo Berlusconi, si è dichiarato contrario ad una sanatoria generalizzata, ma intende perseguire un piano di risanamento per Medau su Cramu, entro il bistrattato parco naturale regionale "Molentargius - Saline"»


CAGLIARI – Stefano Deliberi, portavoce dei gruppi ecologisti Gruppo d´Intervento Giuridico e Amici della Terra, interviene in merito agli abusi edilizi a Madau e su Cramu. «Forse il parco naturale regionale di Molentargius - Saline, dopo troppi anni di esistenza soltanto sulla carta, si avvia stentatamente ad esistere. Si è appreso dai mezzi di informazione in diverse occasioni che il sindaco di Cagliari Emilio Floris, grazie all´ultimo ennesimo vergognoso quanto controproducente condono edilizio promosso dal Governo Berlusconi, si è dichiarato contrario ad una sanatoria generalizzata, ma intende perseguire un piano di risanamento per Medau su Cramu, entro il bistrattato parco naturale regionale "Molentargius - Saline".
Ricordiamo che è falso – continua Deliberi - vedere nel fenomeno abusivismo edilizio nel compendio Molentargius solo datato abusivismo di necessità da regolarizzare in qualche modo. Non è soltanto così: ci sono, certo, prime case di abitazione realizzate "in economia" anche decenni or sono, ma ci sono anche vere e proprie ville edificate recentemente, ci sono terreni in offerta in attesa di prossima edificabilità. Quello che l´amministrazione comunale cagliaritana ha già cercato di fare con il piano urbanistico comunale (P.U.C.) di Cagliari attraverso un piano di risanamento urbanistico (P.R.U.) in realtà impossibile e censurato dal Co.Re.Co. su ricorso ecologista: infatti, il vigente piano territoriale paesistico di Molentargius - Monte Urpino (decreto Ass.re reg.le beni culturali 12 gennaio 1979) qualifica la zona di Medau Su Cramu "zona C 1 - conservativa naturale e sistema", dove "è vietata l´edificazione" ad esclusione del depuratore consortile e del piano di zona 167 "Costa Bentu".
Inoltre – si legge ancora nella nota - non esiste l´indice territoriale minimo di 0,40 mc/mq edificati (ci sono circa 50 mila mc. edificati su 200 ettari) per proporre un P.R.U. (art. 32 della legge regionale n. 23/1985) che vedrebbe, chiaramente, la massima parte delle spese per le opere di urbanizzazione primaria (strade, fogne, rifiuti, acqua, ecc.) a carico della collettività... Nella fascia agricola di Medau Su Cramu vi sono stati 8 dinieghi di concessione edilizia in sanatoria (costruzioni che devono essere demolite o acquisite al patrimonio comunale) + altri 138 casi ancora in esame in Comune di Cagliari, 4 dinieghi di concessione edilizia in sanatoria + 9 concessioni edilizie in sanatoria (per complessivi mc. 5.074) + ulteriori 34 casi in sospeso in attesa di determinazione delle amministrazioni pubbliche in materia di tutela paesaggistica (Assessorato regionale beni culturali - ufficio tutela del paesaggio e Soprintendenza ai beni ambientali) in Comune di Quartu S. Elena. Complessivamente, quindi – conclude Stefano Deliperi - ben 183 casi di abusivismo edilizio. Tuttavia l´abusivismo edilizio prospera dentro quest´area super tutelata sulla carta (parco naturale regionale, sito di importanza comunitaria, vincolo paesaggistico, zona umida di importanza internazionale) grazie all´inerzia delle pubbliche amministrazioni che devono, per legge, intervenire: acquisizione del patrimonio abusivo non condonabile e demolizione, rilascio di concessioni in sanatoria solo a chi ne ha diritto ed effettiva gestione del proprio territorio. Ora le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d´Intervento Giuridico inoltrano una nuova denuncia (vds. allegato) alle amministrazioni pubbliche competenti ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari perché vi sia finalmente un´azione incisiva ed efficace contro l´abusivismo edilizio che rischia di degradare irrimediabilmente un´area naturale di valore internazionale. Tra l´altro, una piccola "perla", un caso di probabile abusivismo edilizio "v.i.p."».
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