Il sindaco Marco Tedde scrive al governatore Cappellacci per denunciare l´impossibilità del Comune a rispettare il proprio scadenzario dei pagamenti pur avendo “i soldi in cassa”
ALGHERO - E' un primo cittadino fortemente preoccupato, quello che traspare dalla lettera inviata al Governatore della Sardegna, un sindaco che cerca una sponda a Cagliari per il provvidenziale intervento della Regione, unica in grado di intervenire attraverso la soluzione offerta dalla Legge di stabilità che potenzia il ruolo delle Regioni con riguardo al patto di stabilità interno dei propri enti locali.
«L’aspetto più preoccupante- afferma Tedde nel documento - è quello legato all’economia del territorio. Infatti, il mutare delle regole ad esercizio inoltrato ed in particolare l’obbligo di un concorso alla manovra quantificato in un saldo positivo pari a 2.600.000,00 a cui si aggiungono i tagli dei trasferimenti statali, determinano per il Comune l’impossibilità di procedere al pagamento di opere pubbliche in corso o già completate (e finanziate!!!) con immaginabili ripercussioni economiche sulle imprese esecutrici, le quali vengono esposte al concreto rischio di fallimento».
Nei fatti si prevede un potenziale sforamento dell’obiettivo per 8 milioni di euro, importo che pare assai difficile da recuperare, anche attuando tutte le strategie possibili di riduzione della spesa, incremento dell’entrata e di blocco degli investimenti per i lavori già appaltati
«Questo significa - continua il sindaco - che il Comune è stato costretto già da qualche mese, nel doveroso tentativo di cogliere l’obbiettivo, a bloccare tutti i pagamenti, per i quali, peraltro, le somme sono già depositate nelle casse della tesoreria comunale (oltre al danno le beffa), con tutte le già citate conseguenze negative per le ditte appaltatrici. Quindi un comune virtuoso come il nostro deve atteggiarsi alla stregua di un “cattivo” pagatore. L’aspetto più preoccupante è sicuramente quello legato alle conseguenze sanzionatorie in caso di rispetto del patto di stabilità ed in particolare alla sanzione prevista al comma 3, dell’articolo 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) ovvero la riduzione dei trasferimenti erariali dovuti all’ente in misura pari allo scostamento tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato».
A questo punto, secondo l'amministrazione comunale, l'unica soluzione percorribile sarebbe quella di autorizzando gli Enti Locali, aventi sede nel proprio territorio, a peggiorare il loro saldo programmatico attraverso un aumento dei pagamenti in conto capitale a fronte del contestuale miglioramento di pari importo dell’obiettivo programmatico della regione stessa in termini di cassa o di competenza (c.d. Patto regionale verticale, art. 1 commi 138,138 bis, 139, 140 e 143 legge 220/2010). Rimodulando gli obiettivi posti dal legislatore nazionale per gli enti locali del proprio territorio in relazione alle diverse situazioni finanziarie esistenti, fermo restando l’obiettivo complessivamente determinato per gli stessi enti locali (c.d. Patto regionale orizzontale art. 1, commi 141 e 142 legge 220/2010).
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