Le precisazioni del presidente del Consiglio Chessa: dopo aver valutato tutte le ipotesi la scelta del tablet è stata preferita dalla maggioranza dei capigruppo, per la semplicità di utilizzo e le possibili applicazioni
SASSARI - Il Decreto Brunetta ha imposto agli enti locali un significativo giro di vite nella lotta agli sprechi. Una delle voci su cui insiste maggiormente riguarda l'uso della carta: solo per il Consiglio comunale di Sassari, infatti, vengono fatte 600mila fotocopie all'anno, con tutti gli oneri legati all'acquisto della carta, al leasing e alla manutenzione dei fotocopiatori, all'acquisto dei toner, e al lavoro del personale incaricato di effettuare le copie.
Lo riferisce il presidente del Consiglio Comunale di Sassari, Luciano Chessa, che precisa come «da tempo si sia cercato di tagliare drasticamente su questa voce, puntando sulle convocazioni on line e fornendo ai consiglieri il cd con relazioni e planimetrie ogniqualvolta sia necessario». Basti un dato dice Chessa: stampare per i consiglieri comunali tutta la cartografia del Puc costerebbe intorno ai 100mila euro. «La scelta di abbandonare la carta ha però creato dei disagi - sottolinea - per età, background personale e dotazioni informatiche, questa digitalizzazione spinta non ha prodotto sempre gli effetti desiderati».
La conferenza dei capigruppo, in completa autonomia, ha sentito così l'esigenza di mettere tutti i consiglieri in condizione di svolgere il proprio mandato in modo paritario, semplificato ed efficace. Dopo aver valutato tutte le ipotesi (come quella del notebook), la scelta del tablet è stata preferita dalla maggioranza dei capigruppo, per la semplicità di utilizzo e le possibili applicazioni: ogni consigliere comunale ha ora con sé un piccolo ufficio itinerante e in ogni momento può mostrare ai cittadini pratiche, cartografie e relazioni.
«Si interfaccia più agevolmente con gli uffici, semplificando il lavoro del personale che supporta il Consiglio. Con l'acquisto dei tablet, consegnati in comodato d'uso ai consiglieri, crediamo di aver contribuito al taglio delle spese - precisa il presidente del consiglio comunale sassarese - con 25mila euro abbiamo coperto una voce per cui il Consiglio spendeva circa 90mila euro all'anno. La tecnologia - conclude - ci ha permesso di abbattere dei costi migliorando l'efficienza del nostro lavoro. Credo che questo non possa che essere un fatto positivo».
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