Il regime di aiuti prevedeva anticipazioni e locazioni finanziarie a condizioni agevolate a favore di imprese con sede legale, domicilio fiscale e porto di armamento nel territorio della regione Sardegna
ALGHERO - Tutto come ampiamente previsto da tempo: la Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione Europea per il mancato recupero di aiuti concessi ad imprese di navigazione in Sardegna. Sotto la lente sarebbe finita la decisione - non ottemperata - della Commissione del 2007 che dichiarava un regime di aiuti a favore delle imprese di navigazione sarde incompatibile con le norme europee in materia di aiuti di Stato.
Non avendo notificato le anticipazioni concesse dalla Regione Sardegna a condizioni preferenziali, l'Italia era tenuta a recuperare la differenza tra i tassi praticati su tali anticipazioni e i tassi di mercato in vigore alla data in cui queste erano state concesse. Quattro anni più tardi ciò non è ancora avvenuto. Il regime di aiuti prevedeva anticipazioni e locazioni finanziarie a condizioni agevolate a favore di imprese con sede legale, domicilio fiscale e porto di armamento nel territorio della regione Sardegna conferendo a tali imprese un indebito vantaggio economico rispetto ai loro concorrenti. Sulle anticipazioni era praticato un tasso di interesse tra il 3,5 e il 4,5%, notevolmente inferiore al tasso che le imprese avrebbero ottenuto se avessero contratto prestiti sul mercato.
«Gli Stati membri hanno numerose possibilità di sostenere le attività commerciali nel rispetto delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato. Tuttavia - ha dichiarato Joaquin Almunia, Vicepresidente della Commissione Ue e Commissario per la Concorrenza - gli aiuti giudicati illegali devono essere recuperati rapidamente per ripristinare condizioni eque e preservare l'efficacia delle stesse norme».
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