Cinque consiglieri regionali ipotizzano l'adozione da parte dell'ex sindaco di atti impugnabili, successivi al 1 dicembre, data di scioglimento ufficiale del consiglio comunale di Alghero da parte della Giunta regionale. Tutti a rischio revoca da parte del nuovo Commissario, Michele Casula
ALGHERO - Arriva a Sant'Anna intorno alle ore 15 del 7 dicembre la comunicazione di nomina del nuovo commissario straordinario, ma tutti gli atti adottati da Marco Tedde dal 1 dicembre - giorno di emanazione della Delibera n. 48/67 di scioglimento del Consiglio e nomina del Commissario - ad oggi, saranno quasi certamente materia da avvocati amminitrativisti (la redazione si riserva di pubblicare tutti i provvedimenti nelle prossime ore ndr). Nei giorni scorsi, infatti, la giunta comunale, seppur sfiduciata, avrebbe lavorato alacremente, su argomenti tutt'altro che ordinari.
Il «grave atteggiamento» è ipotizzato dai consiglieri regionali Mario Bruno, Carlo Sechi, Luciano Uras, Giorgio Cugusi e Daniele Cocco, che hanno protocollato all'attenzione del Governatore Ugo Cappellacci una dettagliata interpellanza «per conoscere quali iniziative intenda immediatamente adottare per impedire ogni possibile comportamento illegittimo da parte della sciolta amministrazione comunale di Alghero». A seguito della delibera regionale del 1 dicembre - precisano gli onorevoli sardi - il Commissario costituisce, ai sensi di legge, il nuovo unico organo di governo del Comune, e i predetti provvedimenti sarebbero quindi, con ogni probabilità, illegittimi ed impugnabili con il rischio di determinare danno alla stessa amministrazione comunale.
«In ogni caso - sottolineano - gli atti assunti dalla sciolta amministrazione comunale nelle more della nomina del Commissario straordinario avrebbero potuto avere solo natura di urgente ed ordinaria amministrazione e, pertanto, non avrebbero potuto assolutamente riferirsi ad argomenti e procedure di particolare rilievo sul piano organizzativo, della programmazione e della spesa, e non possono riguardare attività di gestione del sistema delle società in house facenti capo all'amministrazione comunale».
Foto d'archivio
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